Cna Veneto: «aumento iva, effetto choc su imprese e mercato»

Il rischio di aumento dell’iva ventilato dal ministro dell’Economia Giovanni Tria «avrebbe un effetto choc sui consumi interni». Lo dichiara Alessandro Conte, Presidente di Cna Veneto . «Proprio i consumi interni, invece, hanno bisogno di essere rilanciati al più presto, in considerazione delle crescenti difficoltà che le imprese esportatrici incontrano sui mercati internazionali in preda a guerre commerciali come non se ne vedevano da lungo tempo».

«Il binomio “meno tasse più Iva” non è quello che serve alla nostra economia e quindi alle imprese – ravvisa Conte -, perché i vantaggi per le aziende che esportano sarebbero vanificati dai danni, ben maggiori per entità, per tutte le altre che vedrebbero ridursi la propria fetta di mercato a causa del sicuro calo dei consumi. L’Iva aumentata, infatti, va a colpire tutti i cittadini in quanto consumatori, con un aumento di tutti i prezzi e la certa contrazione dei consumi»

«Cna Veneto – aggiunge – è più che convinta che la ripresa non può che passare per le imprese. E quando si parla di imprese in Italia, per la struttura del sistema produttivo nazionale, si parla soprattutto di artigiani, piccole e medie imprese. Invece nel Def appena presentato dal governo, pare proprio che questo imperativo categorico sia spesso dimenticato. In particolare, sul fronte fiscale emerge addirittura un maggiore prelievo rispetto ai partner europei concorrenti. Va estesa la flat tax a tutti i soggetti Irpef e bisogna mettere mano a una riforma organica della tassazione del reddito d’impresa soggetto all’Irpef».

«Mancano del Def una politica infrastrutturale estesa alle infrastrutture medio-piccole, in grado di riqualificare il territorio e distribuire i benefici sull’intero sistema Paese, strumenti per allentare la persistente stretta creditizia, una riforma della bolletta energetica, sempre più pesante per le piccole imprese, sulle quali grava la maggior parte degli oneri di sistema e una riduzione del costo del lavoro e del cuneo fiscale, in Italia tra i più alti del mondo sviluppato, che frano consumi e investimenti. Inoltre non convincono provvedimenti come il Reddito di cittadinanza e Quota 100, che hanno uno spiccato sapore assistenzialista, o il cosiddetto salario minimo che rischia di indebolire il successo consolidato dei rapporti fra le parti sociali», conclude. (r.a.)

Fonte: Adnkronos

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