M5S, deputata bassanese Cunial espulsa: «misura è colma»

La deputata bassanese Sara Cunial (in foto) verrà espulsa dal Movimento 5 Stelle. Lo ha comunicato in una nota il direttivo del M5S alla Camera. Le frizioni tra Cunial e il partito erano iniziate ancora prima della sua elezione, a causa delle sue posizioni apertamente no vax ed erano proseguite in questo primo anno di legislatura. «Da tempo Cunial mostrava segni di insofferenza. Non si coordinava con il resto del gruppo parlamentare sia per quanto riguarda la presentazione degli emendamenti sia per le conferenze stampa», ha spiegato il capogruppo alla Camera Francesco D’Uva, riferendosi all’incontro con i giornalisti organizzato con gli antivaccinisti del Corvelva.

A gennaio, la deputata si era astenuta dal voto sulla legge di Bilancio. «Le abbiamo chiesto il motivo – racconta D’Uva – e in una lettera privata indirizzata al gruppo ci ha risposto scrivendo cose poco carine». La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il duro attacco della Cunial in Parlamento contro il provvedimento sull’agricoltura della maggioranza, definito uno «scempio» compiuto «in nome e per conto delle agromafie». Parole «inaccettabili» per D’Uva e i vertici 5 stelle. In difesa della bassanese si schierano però i colleghi Veronica Giannone, Gloria Vizzini e Davide Galantino, che non si fermano alle parole usate in aula, ma guardano ai contenuti del provvedimento contestato.

«Per anni ci siamo opposti al taglio degli alberi nei terreni in Puglia – scrive Giannone su Facebook -. La xylella – era convinta una senatrice del M5S – non era la causa principale, né tantomeno l’abbattimento degli alberi era il rimedio. Ma il governo ha preferito fare la mattanza degli alberi invece di indagare a fondo sulla questione». La difesa degli ulivi pugliesi «è una delle tante battaglie che mi hanno portato ad amare e sostenere il Movimento 5 Stelle» aggiunge Giannone, che si schiera con Cunial, Vizzini e Galantino per dire «no all’articolo 8 del decreto emergenze. No al cambio di rotta» del governo gialloverde.

Gli stessi Vizzini e Galantino hanno ribadito la loro contrarietà all’articolo incriminato: «permetterà di fare tabula rasa degli ulivi del Salento anche in deroga alle leggi vigenti ed ai vincoli paesaggistici e ambientali», spiega la prima. «La mia terra ha già sofferto troppo per questo ho votato in dissenso rispetto al mio gruppo», il commento amaro del deputato pugliese.

Fonte: Adnkronos

(Ph. Imagoeconomica)