Padova, Fondazione Fontana: Lorenzoni al contrattacco

Il vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni (Coalizione Civica) interviene in un comunicato sul caso sollevato in questi giorni dalla stampa circa il legame tra la Fondazione Fontana onlus di cui Lorenzoni  è stato presidente ed è tutt’ora consigliere assieme alla consigliera Francesca Benciolini e l’imprenditore Damiano Pipinato finito nella lista di imprenditori che hanno portato capitali all’estero scoperta nell’ambito della ricerca del “tesoro” dell’ex governatore veneto Giancarlo Galan. Lorenzoni risponde al deputato leghista Alberto Stefani che ha presentato un’interrogazione parlamentare e all’opposizione in consiglio comunale che chiedeva un suo intervento alla Commissione Consiliare – Politiche di Controllo e Garanzia.

«Ho risposto al presidente della VIII Commissione sottolineando come non ricorra alcun fatto o atto di cui sono tenuto a rendere conto avanti la Commissione – afferma il vicesindaco e docente padovano – , così come ritengo di non dover rispondere “punto su punto” non essendoci dei punti che mi riguardano. Il sollecitato passaggio in Commissione appare privo di legittimazione e non giustificabile nel merito, non rinvenendosi nelle esternazioni e congetture giornalistiche alcuna connessione con il mio ruolo di Pubblico Amministratore».

Di seguito riportiamo integralmente la versione dei fatti inviata dal vicesindaco Lorenzoni al presidente della VIII Commissione Consiliare del Comune di Padova Giacomo Cusumano.

Fondazione Fontana ha operato ed opera tuttora nella formazione in ambito scolastico, della sua attività possono testimoniare le centinaia di insegnanti coinvolti. È stata ed è altresì attiva nella cooperazione internazionale; invito tutti a conoscere l’intenso lavoro fatto nelle scuole in cui Fondazione Fontana è presente. Anche qui mi sono testimoni coloro che hanno collaborato e tratto beneficio dai tanti progetti sviluppati. Attaccare loro per attaccare me è meschino. Sfido a provare o immaginare soltanto un comportamento non dico illecito, ma anche solo incauto in ciò che ho fatto nel quadro della mia presidenza di Fondazione Fontana. Ogni euro transitato in ingresso o in uscita è stato rendicontato e controllato nella sua provenienza. Quanto riportato nella stampa di questi giorni riguarda solo ed esclusivamente l’attività di impresa di Damiano Pipinato, e su questo renderà conto lui direttamente. Io, al pari di tutti coloro che si sono adoperati per Fondazione Fontana in questi anni, non avevo alcuna visibilità né relazione con le attività a monte dei donatori. Per questo non posso accettare in nessun modo che il mio nome e/o quello della Fondazione siano associati alle vicende stigmatizzate in questi giorni dalla stampa locale. Non ho mai ricevuto o preso un solo euro da Fondazione Fontana, né a titolo di emolumenti né a titolo di rimborsi o indennità. Non ho ricevuto alcun finanziamento elettorale da Damiano Pipinato. Chi allude a possibili influenze o condizionamenti sul mio e nostro lavoro di amministratori pubblici corre il rischio di farlo, a questo punto, in grave malafede. La speculazione politica purtroppo non colpisce solo me ed esponenti della mia lista, ma una Fondazione che opera in totale trasparenza per fare del bene e opere caritatevoli. Gettare discredito o anche solo ombra su questa Fondazione, per colpire il nostro ruolo attuale, procura un ingiustissimo danno d’immagine che spero i Consiglieri vogliano valutare responsabilmente e in coscienza.

(ph: Imagoeconomica)