Pfas, Emilia-Romagna e Lombardia a Zaia: «qui nessuna emergenza»

Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi da Arpa Veneto sulla presenza di Pfas nel Po e la conseguente lettera inviata dal presidente Luca Zaia a Lombardia ed Emilia-Romagna sollecitando iniziative, arriva la risposta delle due regioni. In una nota gli assessori lombardi all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo e al Territorio e Protezione civile della Pietro Foroni scrivono: «stiamo monitorando la situazione con la massima attenzione. Abbiamo raccolto tutte le informazioni e gli approfondimenti disponibili da Arpa Lombardia e dalle Direzioni generali competenti e riteniamo che non ci siano elementi di particolare criticità. Sono stati riscontrati livelli inferiori ai limiti di quantificazione della metodica analitica e, dove rilevabili, comunque inferiori ai limiti di legge. Il lavoro della Regione Lombardia – hanno concluso i due assessori – proseguirà nei prossimi giorni. Quello che possiamo comunque affermare è che non risultano impianti in Lombardia che producono questo genere di inquinante».

Dello stesso tenore la nota diramata da Arpa Emilia Romagna. «Il risultato del monitoraggio svolto nel corso del 2018 conferma che qui non c’è nessuna emergenza Pfas e non si registra alcun inquinamento delle falde sotterranee. Le analisi hanno riguardato le acque sotterranee in 6 diversi punti del territorio regionale, con l’obiettivo di rilevare la presenza di 13 inquinanti: dai dati è emerso che le acque di falda evidenziano valori abbondantemente al di sotto delle soglie di sicurezza. Limiti in gran parte rispettati anche per le acque superficiali. Gli unici casi di superamento, comunque di bassa entità, interessano la sostanza Pfos (acido perfluoroottansulfonico) che si sono registrati al Ponte Baccanello di Guastalla (Re) sul Crostolo e nella stazione di Ferrara lungo il Po di Volano. Una situazione, però, che dai primi dati disponibili dei nuovi monitoraggi avviati, appare in ulteriore miglioramento. È esclusa comunque qualsiasi situazione di emergenza: il quadro è infatti ben diverso da altre aree del Paese, ad esempio il Veneto, dove i valori riscontrati sono stati oltre mille volte superiori ai parametri di legge. Si tratta di picchi di contaminazione acuta non comparabili con la situazione dell’Emilia-Romagna. Il monitoraggio proseguirà anche nel 2019, mantenendo alta l’attenzione e portando avanti il lavoro svolto sinora». (a.mat.)

(ph: Wikipedia/Sproeck)