«Reddito cittadinanza, una beffa: maggioranza pensionati esclusi»

«Ci sono 80mila famiglie che ricevono tra i 40 e 150 euro come assegno di Reddito di Cittadinanza». Sono questi i numeri ufficiali dati dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico e riportati dal deputato Pd Ubaldo Pagano della commissione Affari sociali della Camera che su Facebook scrive: «una vera beffa, sbugiardati anni di false promesse. Una presa in giro dopo mesi di campagna elettorale del Movimento 5 Stelle che parlava di almeno 780 euro a tutti. Tridico – prosegue Pagano – ha dichiarato che il 17% delle 473 mila pratiche accettate fino ad oggi, percepirà tra i 40 e i 150 euro. Li definisce “singoli casi”, ma in realtà sono decine di migliaia di famiglie. Se la proiezione verrà confermata sul totale della platea che riceverà il sussidio (circa 600 mila famiglie sulle 800 mila che hanno fatto domanda), significa che i truffati del Reddito saranno oltre 100 mila famiglie, centinaia di migliaia di persone. Un numero enorme, altro che singoli casi. La media degli assegni sarà di 520 euro, cifra ben inferiore alle promesse elettorali».

Uno studio della Uil inoltre evidenzia che «l’attuale meccanismo del reddito di cittadinanza determina l’esclusione del beneficio per la maggioranza della platea di pensionati».  Il provvedimento infatti non consente ai «percettori di pensione minima o di assegno sociale, privi di altri redditi di poter beneficiare della pensione di cittadinanza poiché il reddito annuale, integrato con le maggiorazioni sociali, risulta ad oggi superiore al limite imposto per l’accesso al beneficio del nuovo assegno». E’ il caso, ad esempio, di un pensionato single: riceverebbe il
beneficio solamente se fosse in affitto. E il beneficio, comunque, non supererebbe i 76 euro al mese. Non solo. A parità di importo, annota ancora la Uil, e considerato che la pensione di cittadinanza è priva di una curva di salvaguardia, un pensionato che percepisca un assegno frutto di anni di contribuzione dispone, al netto delle tasse, «di un reddito inferiore del 6% rispetto ad un pensionato che beneficia della reddito di cittadinanza».

La Uil conclude: «si tratta di una chiara distorsione del sistema previdenziale dovuta a un meccanismo che penalizza chi ha versato di più, un implicito incentivo all’evasione contributiva o a fenomeni di imprevidenza. Per questo è necessario correggere queste storture dando più reddito a tutti con una decisa riduzione della pressione fiscale e aumentando le detrazioni specifiche. Bisogna quindi ampliare la platea dei beneficiari della quattordicesima sulla pensione e aumentarne l’importo, una misura che valorizza la contribuzione versata dal pensionato e che consente di dare maggiore liquidità a milioni di pensionati». (a.mat.)

Fonte: Adnkronos

(ph: imagoeconomica)

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