Datemi un Daspo: sono un ultrà (della politica)

Dall’incendio di Notre Dame ai partiti, si criticano solo i “rigori” contro. L’importante è tifare

Me ne rendo conto osservandomi: quando leggo, ascolto, valuto qualcosa di politico, la mia testa ragiona come il peggior ultrà del calcio italiano. Mi illudo di essere equilibrato e usare la logica; ma a dar forma a pensieri e idee è soprattutto il tifo.

Un esempio con l’attualità: l’incendio di Notre Dame. Se ragiono con la mia testa di sinistra, e mi riesce piuttosto facile, sono molto dispiaciuto. L’ho studiata a scuola, Notre Dame, perfino visitata. La so anche scrivere correttamente. Ho preferito Notre Dame alla Torre Eiffel, nel mio viaggio parigino. Sono così dispiaciuto che non mi abbandono a pensieri populisti e istintivi: anch’io ho sospettato con timore che dietro ci fosse Al Qaeda; ma mi sono rassicurato nello scoprire che è tutta roba fatta in casa. Però siccome stimo e ammiro i francesi (loro non hanno i populisti e non sono razzisti) non ho pensieri cattivi. Se fossi onesto e sforzassi il mio creativo cervello di sinistra, dovrei essere ancora più incazzato: spendiamo milioni di euro ed energie per proteggerci dal terrorismo (che ha i luoghi di culto tra i suoi obiettivi principali) e poi ci mandiamo in cenere tutto da soli?

Su Facebook, dove scrivo per condividere idee e sentimenti per lo più nobili e misurati, ho letto decine di post dispiaciuti e strappalacrime dei miei amici, senza nemmeno l’ombra di un’accusa. Ma come? Se a Roma brucia un bus, perculo la Raggi fino allo sfinimento. Ma oggi no, oggi ho ragionato come quando è crollato il ponte a Genova: le accuse ignobili contro Benetton le hanno lanciate solo i populisti. Io ho il giusto buonsenso per non dire sciocchezze. Se proprio devo sfogarmi, c’è sempre Roma coi suoi topi, Toninelli con le sue cazzate, Salvini contro i migranti e Di Maio contro i congiuntivi.

A proposito: vi elenco tranquillamente ben centododici ottime ragioni per cui questo governo fa schifo. Sui social le scrivo spesso e volentieri, alternando moralismi turgidi e tanta ironia, il modo più figo per dire le cose. Va anche detto, ma sottovoce, che quando governavano i miei, ironia e moralismi li lasciavo in fondo al cassetto, dietro ai calzini corti. Insomma, ragiono come con i rigori: se ce li fischiano contro, urlo allo scandalo. Ma quando sono a favore, anche se uguali, penso che c’è finalmente un po’ di giustizia a questo mondo.

Se invece ragiono con la mia testa populista, e mi riesce facile perché anche questa è mia, mi spiace molto per la chiesa di Van Damme o come cavolo si chiama. Non me ne frega una cippa di come si scrive e della sua storia, ma l’ho vista perché difende la cristianità e perché “Disny” ci ha fatto il film col disabile gobbo. Però affanculo i francesi: sono stronzi ed è bellissimo scoprire che sono perfino più cialtroni di noi. Almeno da noi, a Venezia, la Fenice l’avevano incendiata due piccoli imprenditori, schiacciati da un contratto capestro. Bisogna anche un po’ capirli, boia can!

Su Facebook, dove scrivo senza che le prof terrone di sinistra mi danno quattro per degli stupidi errori, scrivo maiuscolo che Macron è un coglione. Un po’ mi spiace che non siano stati i mussulmani di Alca Eda, Alca Selzer o come cazzo si scrive: era la scusa buona per mollar loro altre duemila bombe e levarceli dal cazzo una volta per tutte.

A proposito: potrei elencarvi tranquillamente due o tre ottime ragioni per cui questo governo sta facendo poco, rispetto alle promesse: e soprattutto dirvi:
a – mia versione leghista: vomito all’idea del reddito di cittadinanza che finisce tutto in terronia;
b – mia versione 5s: mi comincia a schifare questo idiota vestito da poliziotto che se la fa con la figlia di Verdini e ci porta via diecimila voti al giorno.

Stanotte ho sognato che avevo appuntamento in piazza con Di Maio e Di Battista per far le barricate. Purtroppo Di Maio non c’era: aveva un servizio fotografico con “Chi” assieme alla fidanzata. E Di Battista era in Guatemala, a farsi selfie col passeggino. Insomma, ragiono come coi rigori: se ce li fischiano contro o a favore, l’importante è stare sopra al Pd.

(ph: Wikipedia)