Ingroia: «io ubriaco in aeroporto? Ennesima fake news»

«Su di me l’ennesima fake news». Antonio Ingroia spiega così la vicenda che l’ha visto comparire sulle pagine di giornali. Venerdì sera all’aeroporto parigino di Roissy, secondo quanto riportato da diversi quotidiani, l’ex pm di Palermo sarebbe stato in visibile stato di ebbrezza e per questo motivo gli sarebbe stato impedito di imbarcarsi. «Macché ubriaco in aeroporto, ero perfettamente sulle mie gambe – chiosa Ingroia al Fatto Quotidiano -. Mi è stato impedito di salire per un litigio con uno steward. Parigi era uno scalo tecnico del mio viaggio transoceanico ed ora sono in America Centrale quindi non è vero, come hanno scritto i giornali, che stavo tornando in Italia e che sono stato impacchettato e rispedito in patria dopo essere quasi svenuto. A leggere certa disinformazione, forse strumentale, mi viene una battuta: più lontano sto dall’Europa, meglio sto».

«Ero stanco e alterato – ammette Ingroia – ma, badate bene, non un’alterazione alcolica. Ero nervoso. Sveglia nella notte, uscita di casa alle 4 e mezza del mattino, volo Roma-Parigi all’alba, poi questo scalo tecnico, il primo ritardo, il secondo ritardo, finalmente l’imbarco alle 12.30, poi uno dell’equipaggio mi segnala che il mio posto era occupato, poi un’altra comunicazione di un ulteriore ritardo di un’ora al gate. Dopo aver compreso che il pranzo in aereo era saltato, vado al ristorante dell’aeroporto, mangio e bevo un paio di calici di vino. Torno all’imbarco per la seconda volta. Litigo di nuovo con lo steward sull’assegnazione del posto, io ritengo particolarmente grave la sua maleducazione e gli rispondo per le rime, alzo la voce. Il mio francese, forse, non è correttissimo e lui ovviamente fa finta di non capire e assume un atteggiamento ulteriormente provocatorio, quando ormai siamo
già dentro l’aereo. Invoco il comandante, chiedo il rispetto dei diritti del passeggero. Il comandante preferisce prendere le parti del suo steward. E io mi arrabbio di brutto. Il comandante mi dice che in quelle condizioni non può farmi partire. Mi dice che sono alterato, che ho bevuto. Io gli rispondo che ho bevuto solo un paio di bicchieri al pranzo che per colpa dei loro ritardi ho dovuto consumare in aeroporto. Ma lui insiste. Ed insisto anche io: “Da qui non mi muovo”. E abbiamo chiamato la polizia».

Ingroia ha deciso di chiarire la situazione anche su Facebook con un video. «Siamo qui per smentire le false notizie che sono state date sul mio conto. Uno dei problemi maggiori del nostro paese è quello della disinformazione e delle fake news. Io mi sono sempre battuto contro le false notizie e per la libertà di Julian Assange che è ancora arrestato, è accusato in nome di una pretesa sicurezza dell’informazione mentre lui ha smascherato le menzogne del
sistema. Spesso in nome della sicurezza si fanno abusi e poi la stampa fa la sua parte. Nel piccolo anche io sono stato vittima dell’uso pretestuoso della sicurezza per false informazioni e false notizie. Quello che è successo è stato un banale litigio su un aereo – ripete Ingroia -. Il comandante dell’equipaggio di Air France ha detto che costituivo un pericolo per la sicurezza proprio come per Assange, così sono stato cacciato via. Si sono inventati che io sarei stato ubriaco e addirittura hanno detto che ero svenuto: una falsità Lo possono testimoniare pure i funzionari dell’ambasciata che sono venuti ad accompagnarmi. Queste false notizie hanno campeggiato su molte prime pagine di giornali che si ritengono seri, e saranno querelati. Ho fede nella verità e nella giustizia divina. Ma si può avere giustizia anche dalla giustizia terrena…». (a.mat.)

(ph: imagoeconomica)

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