«Sri Lanka, non è uno scontro di civiltà tra cristiani e musulmani»

Riprendiamo il post pubblichiamo oggi su Facebook da Sebastiano Caputo, giornalista freelance e reporter di guerra che commenta gli attacchi di Pasqua avvenuti in Sri Lanka. «E così si sarebbe trattata di una “rappresaglia” per la strage a Christchurch, in Nuova Zelanda. Dunque avremmo due movimenti terroristici perfettamente speculari, che dal basso si autoalimentano a vicenda. Da una parte l’Isis, una proiezione militare dell’Arabia Saudita, che “in nome di Allah” organizza attentati in tutto il mondo, a volte nelle chiese o nelle sinagoghe, dall’altra dei suprematisti bianchi, con cui nel mondo occidentale flirtano sia l’amministrazione Trump che il governo neo-eletto di Netanyahu, e che “in difesa di un presunto piano islamico di conquista” prendono di mira le moschee».

«Intanto, nei piani più alti, Arabia Saudita, Stati Uniti e Israele, rafforzano la loro alleanza militare, politica e strategica. In mezzo muoiono non gli adoratori della Pasqua, ma i cristiani, e con loro i musulmani ed ebrei in un clima odioso, vigliacco, artificiale, di scontro di civiltà. Avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza per non scivolare in questa spirale di violenza reale e simbolica».

(ph: Twitter @CentroAstalli)