25 Aprile, Zaia a Mattarella: «noi veneti, dalla Resistenza all’autonomia»

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della sua visita di domani a Vittorio Veneto per il 25 aprile. «Caro Presidente, nel riceverLa nuovamente a poco tempo dalla Sua ultima visita – scrive Zaia nella missiva, pubblicata sul Mattino -, colgo una peculiare attenzione verso la nostra Regione e Le do il benvenuto nel giorno della festa della Liberazione che coincide con quella più significativa per l’identità di noi Veneti: la festa del Santo Patrono San Marco. Ci incontriamo a Vittorio Veneto. Un nome che, senza bisogno di aggettivi, parla della nostra vita e – da solo – riassume due momenti cruciali della nostra storia nazionale e veneta. In questa città si concluse l’immenso e straziante sacrificio e impegno che accomunò i nostri nonni nella Grande Guerra. Oggi, nell’anniversario della Liberazione, ricordiamo che qui fu scritta una delle pagine più importanti della Resistenza».

«La Resistenza – aggiunge Zaia – non fu soltanto quella combattuta nelle trincee e nelle montagne, con le armi. In quei tristi anni alla fine della seconda guerra mondiale, in senso più esteso, vi fu anche una resistenza di tutta la popolazione che vide come principali protagoniste le donne». Il governatore aggiunge che «guardando oggi a quegli anni, l’impegno delle donne fu il vero motore e la reale garanzia di ripresa nel Dopoguerra. Se la lotta combattuta fu la via e il tributo per la costruzione delle libere istituzioni, quella lotta nascosta e silenziosa delle donne venete non fu secondaria. Fu il terreno, infatti, che mantenendo coesa e solidale la società in tanto sfacelo, consentì di far germogliare proprio dalla famiglia quel modello veneto di impresa che sarà al centro di uno sviluppo economico e sociale unico».

Vittorio Veneto, ricorda ancora il governatore, è città Medaglia d’Oro della Resistenza, così come Bassano, Belluno, Treviso, Verona, Vicenza, quest’ultima «unica città italiana ad averla ricevuta due volte». A sottolineare che «i Veneti non sono mai stati estranei a queste vicende storiche. Com’è nel loro modo di essere, hanno dimostrato il loro impegno più con i fatti concreti che con le parole, ma nelle loro corde non c’è mai stata l’indifferenza e l’idea di bastare a se stessi. Anche oggi, infatti, è la madre di tutte le bugie quella che viene mossa al Veneto, da persone disinformate e spero non in malafede, di volere l’autonomia come una “secessione dei ricchi”. Non è così, signor Presidente. L’autonomia è un desiderio trasversale, è un fatto di popolo. Quasi due milioni e mezzo di veneti hanno votato democraticamente per chiederla».

(Ph. Imagoeconomica)