Pediatria: Fimp, modello italiano assistenza da esportare in Europa

Roma, 26 apr. (AdnKronos Salute) – “In Europa è necessario riorganizzare l’assistenza sanitaria primaria ai bambini e adolescenti basandola su un rapporto fiduciario con le famiglie e una presenza capillare di pediatri su tutti i vari territori. Questo per il momento avviene, pur con differenze, solo in alcuni stati virtuosi tra cui Italia, Germania, Slovacchia o Belgio”. Lo spiega Paolo Biasci, presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), che nella prima giornata del meeting annuale dell’European Confederation of Primary Care Paediatricians (Ecpcp) pone l’accento sulla bontà del ‘modello italiano’ di assistenza primaria ai più piccoli.
L’incontro internazionale si svolge a Bratislava e riunisce specialisti provenienti da oltre 20 nazioni. E per la prima volta, al meeting interviene anche il rappresentante istituzionale della pediatria di famiglia italiana. “In Italia oltre il 98% dei giovani con meno di 15 anni gode di ottima salute anche grazie agli interventi che può fornire il pediatra di famiglia”, precisa Biasci .
Si tratta di “un risultato straordinario – continua – che evidenzia l’ottimo livello di cure che finora siamo riusciti a garantire. Il nostro sistema sanitario universale dovrebbe essere preso a modello ed esteso a tutto il resto dell’Europa, soprattutto in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo. Tagli alla sanità e al welfare, crisi economica e sociale, presenza di migliaia di giovani migranti in fuga da guerre e miseria, sono fenomeni che interessano l’intera Europa”.
L’assistenza sanitaria, secondo Biasci, “deve quindi essere sempre più capillare e avere una specializzazione specifica su tutti quelli che sono i problemi riguardanti il benessere psico-fisico del bambino e dell’adolescente”. Con i suoi oltre 5.500 iscritti, la Fimp rappresenta una delle più importanti e numerose realtà che compongo l’Ecpcp.
“Siamo qui in Slovacchia per presentare ai colleghi stranieri alcuni dei nostri progetti”, aggiunge il presidente Fimp. “Negli ultimi mesi in particolare ci siamo soffermati su uso appropriato degli antibiotici, diagnosi precoce dei disturbi del neuro sviluppo, sostegno e promozione delle vaccinazioni, riconoscimento e contrasto agli abusi sui minori e appropriatezza diagnostico-terapeutica. Sono questi alcuni dei principali aspetti che interessano la nostra professione e in cui è indispensabile una modalità di assistenza che solo il modello della pediatria di famiglia italiana può garantire”, ricorda il leader della sigla.
“Infine – conclude Biasci – non va sottovalutato il ruolo che un pediatria di famiglia può avere nell’educazione alla salute. La metà dei tabagisti europei inizia a fumare regolarmente prima dei 18 anni e un quarto degli under 19 non pratica mai sport. Un bambino su tre invece è in sovrappeso o addirittura obeso. La promozione di stili di vita sani è un nostro compito prioritario e possiamo svolgerla al meglio grazie al rapporto duraturo e continuativo che sviluppiamo con i nostri giovani pazienti e le loro famiglie”.

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