Padova, sorpresa: mura del ‘500 senza tutela

Manca il vincolo paesaggistico e così si continua a costruire. Come nel caso della Nuova Pediatria. Che “sfortuna”

Le carte dicono sempre la verità: ed è così che, spulciando tra i documenti degli archivi, si scopre che le mura cinquecentesche di Padova non sono soggette a vincolo paesaggistico. Il che significa che non esiste alcuna tutela alla visuale, alla prospettiva e alla “luce” del monumento (ai sensi e per gli effetti dell’art. 46, D.Lgs. 42/2004).

Di più, tale vincolo non è mai stato richiesto (ad oggi c’è una petizione online di cittadini), neanche a fronte del finanziamento di 29 milioni del Comune e della Fondazione Cariparo per la realizzazione del “Parco delle mura e delle acque”. Significa quindi che, pur prevedendo ingenti somme per la ristrutturazione e valorizzazione delle mura, nessuno ha pensato alla loro tutela integrale. Attualmente, infatti, esiste solo il vincolo diretto: ovvero basta rispettare una distanza variabile tra 5, 8,10 o 25 metri e si possono costruire edifici di qualsiasi volume e altezza (intorno all’Orto Botanico, sito Unesco, si è creata una “fascia d’urgenza” di 50 metri).

Certo, tutto possibile solo dopo aver avuto il permesso del Comune e della Soprintendenza: il primo non ha nessuna intenzione di intervenire nel PRG per apporre dei vincoli diretti nella parte storica o tutelare l’intera area cinquecentesca, come qualche città coraggiosa inizia a fare; e il secondo soggetto ancora una volta si limita a guardare le carte. E’ così, un po’ per dare spazio alle impellenti necessità e un po’ per mera burocrazia, che alcune zone di Padova sono sempre state “sfortunate”: si pensi all’area delle Cliniche universitarie, dove si è costruito spregiudicatamente fin sopra il Baluardo Cornaro, e su cui ancora oggi si vuole intervenire con la costruzione della Nuova Pediatria (a 25 metri dalle mura!).

Basta cercare le carte, si diceva all’inizio. Dei tre decreti del 26 maggio 1928 conservati alla Soprintendenza veneta non si trova la “lettera del 17 gennaio 1927 n.2869”, mentre la legenda delle tre foto allegate ai decreti che determinano le “zone dove si può costruire” è parzialmente cancellata; all’Archivio di Stato padovano manca invece la tavola del suddetto baluardo. Casualità, mera casualità, conviene ripetersi. Non stupisce che oggi, nel 2019, nella Conferenza dei Servizi per la costruzione della Nuova Pediatria non si siano considerati i vincoli di lontananza dalle “piazze basse”, cioè le postazioni delle cannoniere del baluardo (solo 5 metri dal nuovo edificio). Nessuno si è accorto della loro esistenza. Non le ha “viste” la Soprintendenza perché non c’erano le carte, e in qualche modo non le hanno viste nemmeno i progettisti incaricati dall’Azienda Ospedaliera. Eppure l’entrata della galleria che porta a quelle postazioni è ben visibile, e la loro forma risalta persino da Google Maps! Già, forse meglio continuare a tenere gli occhi sulle carte…

(Ph. MuradiPadova.it)