«Pfas nel Po: non importa origine, Regione tuteli i veneti»

«Dopo il rinvenimento sul tratto veneto del fiume Po di livelli di Pfas centinaia di volte superiori rispetto all’area Miteni (migliaia se si considerano i nuovi C604), la Regione non poteva fare altro che segnalare la questione alla magistratura, ma si tratta di un atto dovuto che non solleva l’amministrazione regionale dall’obbligo di tutelare la salute dei veneti». Lo scrivono in una nota congiunta i consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (AMP).

«Visti i casi quasi quotidiani di inquinamento ambientale in Veneto – come la discarica di Torretta dalla quale pare vi siano fuoriuscite di acqua giallastra, fondi di strade polesane realizzati con materiali pericolosi, capannoni illecitamente riempiti di rifiuti – sorge qualche dubbio sul fatto che l’inquinamento del Po si origini esclusivamente da fuori regione. In ogni caso, se anche così fosse – aggiungono i consiglieri -, la Regione non è esentata dall’obbligo di proteggere la salute dei veneti con misure che dovranno essere attuate immediatamente. Per questo stamane abbiamo depositato una interrogazione per conoscere quali siano le azioni previste in tal senso». (r.a.)

Tags: ,