Fatturazione elettronica e rifornimento carburante: cosa cambia con la nuova legge

L’inizio di questo 2019 ha portato una novità molto importante: la nuova legge di bilancio ha definitivamente introdotto l’obbligo della fatturazione elettronica per titolari di partita IVA e aziende. Per i rifornimenti di carburante, in particolare, ciò ha comportato l’abolizione della scheda carburante, utilizzata per tener traccia dei rifornimenti effettuati e quindi ottenere le detrazioni fiscali correlate.

Le tappe:

Nata grazie alla legge 31/1977, la scheda carburante era un documento che fino al 31 dicembre 2018 serviva ai titolari di P.IVA (parliamo di piccole, medie e grandi imprese, nonché liberi professionisti) per registrare le spese sostenute per il rifornimento dei propri automezzi per ottenere il rimborso degli oneri fiscali. Per rendere il documento valido, bisognava che questo fosse compilato con alcuni dati, come targa e modello dell’auto, e timbro e firma del benzinaio dove ci si era riforniti.

A partire dalla legge 204/2007 lo Stato Italiano ha iniziato l’iter di conversione delle fatture da cartacee a elettroniche, prima solo per chi avesse rapporti con la Pubblica Amministrazione, poi anche per le collaborazioni tra privati titolari di p.Iva e tra questi e il consumatore finale (B2B, Business to Business, e B2C, Business to Consumer).

Con la Legge di Bilancio 2018 (legge 205/2017) le cose iniziano a cambiare nel mondo del rifornimento carburante: viene deciso che questo genere di pagamenti deve obbligatoriamente passare attraverso metodi tracciabili (alcuni esempi: carte di credito, bancomat, bonifici o carte carburante). E’ definitivamente abolita la scheda carburante e gli impianti stradali di distribuzione possono solamente rilasciare la fattura in formato elettronico.

Dal 1 luglio al 31 dicembre 2018 entrambe le soluzioni convivono: in questo arco di tempo viene dato modo a tutte le parti in causa di adeguarsi alla nuova normativa, di cui vengono chiariti alcuni punti dalla circolare 8/E dell’Agenzia delle Entrate (pubblicata il 30 aprile 2018).

Al 1 gennaio 2019 la trasformazione è completa: tutti devono essere in regola con la fatturazione elettronica, in caso contrario si potrebbe incorrere in sanzioni da parte degli organi competenti.

Cos’è la fattura elettronica carburante e come ottenere le detrazioni fiscali per i rifornimenti?

Il documento elettronico, come già accennato, è nato per cercare di uniformare il mondo della fatturazione (stesso formato XML per tutti), combattere l’evasione fiscale (grazie alla raccolta dei dati nel Sistema Di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate) e abbattere i costi legati alla produzione e alla conservazione delle fatture cartacee.

Nel pratico, la più importante novità introdotta dalla normativa è quella legata al metodo di pagamento utilizzato: per poter continuare ad ottenere le detrazioni fiscali sui rifornimenti bisogna utilizzare solo ed esclusivamente metodi tracciabili (quindi p.e. carte di credito, bancomat, bonifici postali e bancari, assegni). In caso di pagamento in contanti, anche se il professionista (dipendente o titolare della P.Iva) dovesse richiedere l’emissione della fattura, l’addetto della stazione di rifornimento non potrebbe emetterla in alcuna maniera (né in formato elettronico, né compilando la scheda carburante).

Successivamente, in presenza di un pagamento tracciabile per qualsiasi tipo di carburante indipendentemente dalla sua destinazione d’uso (fino al 31 dicembre la fattura era obbligatoria solo per benzina e gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori per uso autotrazione), il benzinaio ha 24 ore di tempo per poter compilare il documento con i dati raccolti e inviarlo al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. Questo server estrapola i dati necessari al conteggio dell’Iva e invia la fattura elettronica al cliente che ha effettuato il rifornimento.

Le aziende del settore informatico e petrolifero si stanno organizzando per andare incontro al consumatore business: da una parte stanno comparendo sul mercato molti software gestionali, mentre i distributori di carburante stanno creando soluzioni (come le c.d. carte carburante) che fidelizzano l’utente e lo supportano nella tracciabilità delle spese grazie, molto spesso, a servizi di riconciliazione tra le fatture e i pagamenti.

Se in linea teorica questo cambiamento ha tutte le carte in regola per poter facilitare il lavoro tanto alle aziende, quanto agli organi di controllo, in realtà la situazione pratica è ben diversa: gli strumenti di pagamento e di gestione delle fatturazioni elettroniche non sono ancora adeguati e diffusi in maniera capillare; mentre la normativa è ancora lacunosa in molte parti. Speriamo che con il tempo si normalizzi la situazione e che questo strumento dimostri davvero tutto il suo potenziale.

(ph: shutterstock)

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