Migranti, Kyenge: «non rubano il lavoro»

L’ex ministra del Partito Democratico ed eurodeputata, di nuovo candidata, Cécile Kyenge ieri era in piazza con i sindacati a Bologna in occasione del 1 Maggio, la festa dei lavoratori. «Un governo che porta il proprio Paese fino alla recessione dovrebbe solo chiedere scusa. Invece, magicamente, saremmo usciti dalla recessione nella quale loro stessi ci hanno messo: loro, quelli che in campagna elettorale promettevano di aiutare chi non arriva a fine mese e che oggi vogliono aumentare imposte come l’IVA – ha tuonato. No, chi ruba il lavoro non sono i migranti, chi ruba il lavoro è un governo miope che offre solo soluzioni emergenziali senza un piano di sviluppo e una prospettiva economica. Chi ruba il lavoro è lo sfruttamento. Chi ruba il lavoro è l’impostazione politica neoliberale che porta all’estremo delocalizzazioni e precariato per creare disuguaglianze utili al profitto di pochi».

«E allora  – ha proseguito la Kyenge – i migranti diventano merce di scambio e propaganda per diminuire i salari e le garanzie di tutti: ma la povertà è figlia di scelte politiche. Servono un dialogo sociale forte e un movimento sindacale interconnesso a livello europeo come strumento per tutelare salari e diritti. Un’Autorità Europea del lavoro per lottare contro il dumping sociale e garantire salari minimi dignitosi per tutta l’Europa. Serve una nuova idea di crescita incentrata sul riconoscimento delle persone, sulla migrazione come opportunità per interconnettere, con cooperazione e partenariato produttivo, l’Italia all’Europa e al mondo. Solo politiche progressiste improntate alla giustizia sociale, all’uguaglianza tra i cittadini, nativi e non,  – ha concluso – potranno far ripartire il nostro Paese». (t.d.b.)

(Ph. Cgil)

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