Veneto, laureati in fuga: aziende non trovano risorse qualificate

In Veneto ci sono più laureati che se ne vanno rispetto a quelli che arrivano. E, considerando che i cosiddetti “cervelli in fuga” non tornano, le aziende faticano a trovare competenze specifiche. Per questo Assindustria Venetocentro e l’Università di Padova hanno firmato un accordo «per invertire il saldo negativo dei laureati 25-39enni subìto dal Veneto negli ultimi anni (-4,6 per mille nel 2016, -2,6 nel 2017), a fronte dell’attrattività dei “motori” europei e di regioni affini per intensità manifatturiera e innovativa, come Lombardia (da +13,7 a +14,6 per mille) ed Emilia Romagna (+15,3 e +15,5)». L’accordo quadro, spiegano gli industriali di Padova e Treviso rappresentati da Massimo Finco e il rettore dell’ateneo patavino Rosario Rizzuto in una nota congiunta, si articola in diversi filoni: «trasferimento tecnologico e di conoscenza, investimento in alta formazione, incontro tra domanda e offerta di risorse umane a elevata qualificazione».

«La finalità perseguita – spiega ancora la nota – è quella di promuovere forme di partenariato didattico, attivare tirocini curriculari e dottorati di ricerca industriale, a totale vantaggio di innovazione e competitività. Passando per le attività di placement e l’orientamento ai percorsi universitari a indirizzo scientifico-tecnologico, fino alle azioni a supporto del trasferimento di tecnologia e cultura innovativa. Pronto anche il bando per 10 borse di dottorando per complessivi 700.000 Euro con Fondazione Cariparo e Intesa Sanpaolo, co-finanziate dalle imprese. Il nostro territorio ha le caratteristiche per sviluppare questi fattori abilitanti e alimentare la circolarità della conoscenza dai luoghi del sapere a quelli della produzione. Ha una grande Università di ranking internazionale, un fitto tessuto di imprese manifatturiere e dei servizi fra Padova e Treviso, competitive ed ad alto valore aggiunto, in prevalenza Piccole e Medie». Durante l’incontro con l’Univesità di Padova Assindustria ha inoltre confermato l’impegno ad avviare «il Digital Innovation Hub nell’area Fiera, in grado di fornire alle imprese, specialmente PMI, gli strumenti e le competenze necessari per affrontare la digitalizzazione dei processi produttivi. Un hub di incontro unico che insieme al Competence Center del Triveneto sarà il punto di riferimento per le imprese che vogliono “toccare con mano” le opportunità di Industria 4.0, sperimentare le tecnologie digitali e integrarle nei processi produttivi». (t.d.b.)

(Ph: Davide Bonaldo – Shutterstock)