«Pedemontana cancerogena. Ma per Zaia è solo un po’ di amianto»

Sotto il cantiere 81B della Pedemontana, a Trissino, provincia di Vicenza, sono spuntati dei sacchi di rifiuti speciali (clicca qui per leggere). «Parliamo di 270 metri cubi di plastica, nylon, cemento ed amianto, interrati illegalmente nel cantiere. Questo sono le grandi opere volute da Lega e PD: economia tossica, fondata su consumo di suolo, scavi, cave e stoccaggio di rifiuti tossici», attacca Elena Mazzoni di La Sinistra che chiede: «dove sono stati trovati quei rifiuti? Da quanto tempo e perché erano lì? Il sindaco di Trissino Davide Faccio si assuma le responsabilità che derivano dal suo ruolo: informi i cittadini e agisca verso la famiglia Marzotto, con un provvedimento che obblighi alla bonifica del sito, perché non vogliamo che i cittadini del Veneto debbano subire una Miteni bis».

Poi Mazzoni critica il presidente del Veneto Luca Zaia: «le sue affermazioni sono vergognose, si parla di amianto, sostanza cancerogena, e non si dice nulla su un’altra potenziale contaminazione, quella sotto villa Marzotto. Non si ferma il numero dei decessi dovuti all’inquinamento da amianto, ancora presente in edifici privati, pubblici, e spesso abbandonato, nonostante siano trascorsi 27 anni dalla sua messa al bando. E’ tra le principali voci di un ambito ampio e sottovalutato, che richiederebbe un intervento deciso: le bonifiche. L’agenzia europea per l’ambiente conta in Europa 340.000 siti da bonificare; 12.482 di questi sono in Italia; solo con i siti di interesse nazionale, 57, si creerebbero 200.000 posti di lavoro, realmente necessari per la salvaguardia del territorio e la salute dei cittadini, a fronte di un investimento pubblico di dieci miliardi. L’arretratezza dello stato delle bonifiche, anche a fronte di finanziamenti avvenuti, è lampante: da Bagnoli a Marghera, da Priolo a Gela e a Pieve Vergonte, passando per tutte le altra aree, ci sono sei milioni di cittadini che vivono in costante rischio sanitario. I governi nazionali e regionali si sono prodigati in consulenze, conferenze dei servizi, ma nella sostanza, poco o nulla. Il “fare” è stata solo una demagogica narrazione. La regione Veneto si assuma le sue responsabilità invece di minimizzare in modo vergognoso». (a.mat.)

(ph: Facebook Elena Mazzoni-Candidata al nordest per La Sinistra)