Censis, lo studio: «italiani non si fidano e vedono futuro nero»

Censis, in collaborazione con Conad, ha realizzato una ricerca chiamata “Cosa sognano gli italiani“. Più di un cittadino su 2 ritiene che la situazione economica, negli ultimi 12 mesi è peggiorata. Il 55,4% della popolazione pensa che un anno fa si stava meglio, contro un 7,7% secondo cui, invece, il presente è preferibile rispetto al passato. «Forte è il timore che il peggio debba ancora arrivare, perché l’incertezza pervasiva fa vedere tutto nero. La psicologia del peggio attanaglia le menti degli italiani», afferma il Centro studi investimenti sociali. Nei prossimi dodici mesi la situazione economica peggiorerà ancora per il 48,4% degli italiani (resterà uguale per il 34,7%, migliorerà solo per il 16,9%), per il 40,2% peggiorerà anche la sicurezza (resterà stabile per il 42,4%, migliorerà per il 17,4%). Secondo gli italiani per alimentare la crescita occorre: dare più spazio al merito e a chi è bravo, favorendo i più capaci e i meritevoli (52,1%), maggiore uguaglianza e una distribuzione più equa delle risorse (47,8%), più welfare e protezione sociale per dare maggiore sicurezza alle persone (34,3%), minore aggressività e rancore verso gli altri (33,1%).

Gli italiani, inoltre, non si fidano di politici, giornalisti e banchieri. Solo il 4% concede del credito ai vertici dei partiti e il 3,2% ai parlamentari; i direttori dei giornali e telegiornali si fermano al 3,6% mentre gli editorialisti e gli opinion maker raggiungono un rachitico 3,8%. Ma le persone di cui gli italiani si fidano di meno, in assoluto, sono i banchieri, con solo l’1,5%. passato. Poco più alta è la fiducia riposta nei grandi imprenditori industriali (10,9%) e nei
vertici dei corpi intermedi e delle associazioni di categoria (8,1%). Gli italiani non mostrano molta fiducia nemmeno nei confronti delle elite: i grandi scienziati si fermano al 40,7%; il presidente della Repubblica al 30,7%; il Papa al
29,4%; i vertici delle forze dell’ordine al 25,5%.

Infine, dato curioso, il 66,2% degli italiani non vuole l’uscita dall’euro e il ritorno alla lira. Il 65,8% è contrario al ritorno alla sovranità nazionale con l’uscita dall’Unione europea. Il 52% non è favorevole all’idea di ristabilire confini impermeabili e controlli alle dogane tra i Paesi europei. Il Centro studi sottolinea che tra le persone con redditi bassi sono più elevate le percentuali di chi si dice d’accordo con il ritorno alla lira (il 31%, rispetto all’8,8% delle persone con redditi alti), l’uscita dall’Ue (il 31,6%, contro l’11% delle persone con redditi alti), il ripristino di frontiere e dogane tra i Paesi europei (il 39,2%, rispetto al 25,3% delle persone con redditi alti). (a.mat.)

Fonte: Adnkronos

(ph: shutterstock)

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