Padova, consumo di suolo 6 volte tanto: Coalizione Civica ha niente da dire?

Il vicesindaco Lorenzoni ha provato a giustificare. Ma l’incoerenza politica resta

Gran parte di chi siede oggi nella maggioranza di centrosinistra del consiglio comunale di Padova è stato votato perché abbracciava alberi, prometteva una città libera dallo smog, con più verde e meno cemento: un quadretto idilliaco. È di pochi giorni fa la notizia che la Regione Veneto ha accolto la richiesta della giunta Giordani di portare da 39 a 240 ettari la quantità di suolo consumabile da qui fino al 2050 (clicca qui per leggere). Avete letto bene: praticamente sei volte tanto! Eppure, a Padova mai come ora la sinistra ambientalista, che oggi si riconosce nella sigla di Coalizione Civica, ha la più grande e forte rappresentanza nell’amministrazione: un vicesindaco, due assessori e cinque consiglieri.

Appena il 4 aprile scorso l’assemblea partecipata di Coalizione Civica approvava all’unanimità una mozione in cui impegnava i propri assessori e consiglieri a mantenere quel numero di suolo consumabile fermo a 39: paradosso vuole che “quota 39” rappresenti il valore voluto proprio dalla Regione, capitanata dal verde (leghista) Luca Zaia, mentre la richiesta dei 240 sia stata firmata e presentata dal vicesindaco Arturo Lorenzoni, figura di spicco di Coalizione Civica. Con un lungo post il professore prestato alla politica ha cercato di spiegare come non si tratti di una scelta, ma di corretta applicazione di una norma, e che la nuova soglia verrà utilizzata non nella sua interezza, ma con prudenza e cognizione di causa.

Sarà anche come vuol farla passare Lorenzoni, ma sta di fatto che non solo vi era nessun obbligo di chiedere l’ampliamento, ma soprattutto i finisce col creare i presupposti per cui una futura amministrazione, chissà magari capitanata proprio lui, potrà sempre fare una variante adottando il nuovo valore, mentre, se non avesse presentato la domanda, il limite del 39 sarebbe rimasto un paletto fisso e fermo per i prossimi trent’anni.

Questione di punti di vista. E, forse, anche più squisitamente personale per Lorenzoni, che sta preparando il terreno per le regionali dell’anno prossimo e le prossime comunali nel 20022. Sarebbe interessante sapere, proprio per capire la consistenza di questo terreno, come la pensino anche il resto della rappresentanza comunale e gli aderenti a Coalizione Civica, bellamente sbeffeggiata nel suo voto del 9 aprile scorso. Su, qualcuno batta un colpo.

(ph: imagoeconomica)