«Treviso, bando per “manager” musei fallito: rivincita della cultura»

Pubblichiamo la nota di del leader di Coalizione Civica per Treviso, Luigi Calesso.

Il sostanziale fallimento del bando per il “manager” dei musei (che dovrà essere rifatto) e la proroga (per scarsità di candidature) di quello per il dirigente dello stesso settore impongono, a mio avviso, una riflessione che va al di là del tempo determinato del contratto per il “manager” o del suo compenso. Il bando in questione è frutto, a mio avviso, di una impostazione politica in cui a prevalere non è la funzione del museo come deposito di beni culturali, luogo di ricerca, tutela e valorizzazione, ma quella “espositiva”, tanto che al bando hanno partecipato anche dei professionisti nel settore della “promozione”, proprio perché si trattava di una competenza prevista proprio tra quelle richieste dall’amministrazione comunale ai candidati.

Con il fallimento del bando pare quasi che la Cultura abbia voluto prendersi la rivincita su una impostazione che la vede “ancillare” rispetto all’esigenza di attirare visitatori non perché i musei dispongono di un patrimonio importante e degno di essere visitato ma perché si impostano le campagne promozionali utili, magari, a metterne in evidenza qualche aspetto che può particolarmente sollecitare l’immaginario collettivo. E’ indubbio che il patrimonio artistico e archeologico custodito nei musei trevigiani non sia adeguatamente conosciuto ma è altrettanto chiaro che, in primo luogo, Santa Caterina e il Bailo sono scarsamente frequentati, prima di tutto, dai trevigiani. Perché non pensare, allora, a un lavoro intenso con le scuole, per fare in modo che un numero sempre più elevato di alunni della scuola dell’obbligo conosca e visiti i musei cittadini?

E’ altrettanto certo che i musei italiani più noti e frequentati basano il proprio “successo” proprio sulla capacità che hanno dimostrato di costruire intorno al loro patrimonio iniziative di studio e ricerca che hanno portato a risultati di grande interesse anche per i non addetti ai lavori. In attesa dei tempi necessari per lo sviluppo di questo tipo di operazioni è necessaria una campagna promozionale per i musei cittadini? Sì, ma una campagna più che un “manager” che si occupi “a tempo pieno” di aspetti pubblicitari ed economici dei musei. A mio avviso, quindi, il bando per il “manager” non va riproposto: ci si può e si deve concentrare sul dirigente del settore e sul direttore dei musei, la cui preoccupazione principale (se non esclusiva) deve essere culturale e non propagandistica. Per la promozione è sufficiente stanziare le somme necessarie visto anche che non sembra per niente semplice trovare un professionista del settore disposto ad occuparsene con un contratto di qualche anno.

Luigi Calesso
Coalizione Civica per Treviso

(ph: Wikipedia/Marco Pedretti)

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