Cigni morti a Recoaro (Vi), sindaco: «minacciato di morte»

Quanto accaduto lo scorso fine settimana all’interno del parco comunale di Recoaro, in provincia di Vicenza, ha creato un clamore mediatico che si è propagato ben oltre i confini regionali. Il ritrovamento del corpo senza vita del cigno che viveva nel laghetto con il collo spezzato e l’ipotesi che fosse stata la mano dell’uomo ad ucciderlo ha colpito tutta Italia. La vicenda si è acuita con la morte anche dell’esemplare femmina pochi giorni dopo (clicca qui per leggere).

Il sindaco Davide Branco ha voluto scrivere una nota in cui ha ringraziato per il grandissimo senso di solidarietà espresso ma ha voluto anche sottolineare le espressioni di odio, violenza e giustizialismo che si sono scatenate rivelando di aver ricevuto anche delle minacce di morte. «Trovo gravissimo che le persone chiedano quasi l’applicazione della legge del taglione di medievale memoria. Stupisce la quasi totale assenza delle vie di mezzo, segno di una società che dalla crisi si sta sempre più richiudendo su se stessa, incapace di dialogare e di cercare un confronto».

«Cosa ci sta capitando? – si chiede il primo cittadino di Recoaro -. Perchè non siamo più capaci di riconoscere il senso del limite e del giusto? Siamo una società felice oppure le nostre frustrazioni ci inducono sempre più ad atteggiamenti aggressivi? Cos’è possibile fare per arginare questo stato di degrado sociale? Dal lato pratico metteremo in sicurezza le aree sensibili del paese, sarà aumentata la sorveglianza e saranno inasprite le sanzioni amministrative. Ma tutto questo è sufficiente per combattere il senso di malessere che sembra avvolgere la nostra comunità e l’Italia stessa?». (a.mat.)

(ph: shutterstock)