Maltempo in Veneto, Coldiretti: «ciliegie e mais compromessi»

Coldiretti riporta la situazione in Veneto dopo il maltempo che ha colpito la regione il weekend appena passato. Le colture più colpite sono quelle di mais con le semine in ritardo o comunque sospese a causa dei campi allagati. Chi ha già provveduto, invece, dovrà ripetere l’operazione a causa dell’asfissia radicale delle piante. Le api sono in ritiro forzato a causa delle basse temperature, nonostante la piena fioritura di acacie, tiglio e castagno. In provincia di Padova vengono rilevati danni considerevoli ai campi e un certo ritardo nella maturazione di alcuni prodotti come per esempio il tabacco e le ciliegie sui Colli Euganei. Nel Vicentino le perle rosse sono andate perdute a causa delle grandinate che non hanno risparmiato nessuna area. Si salvano solo gli ortaggi in serra.

«Abbiamo segnalazioni tra Veggiano e Mestrino – spiega Ettore Menozzi Piacentini, presidente di Condifesa Padova – per danni da eccesso di pioggia sui seminativi. Diversi ettari di mais saranno da riseminare. La grandine ha interessato l’area fra Trebaseleghe e Massanzago, con segnalazione di danni a seminativi orticole, uva e frutta. Dove possibile sono state stese a protezione le reti antigrandine». Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Padova, aggiunge: «il vento forte si è fatto sentire in buona parte della provincia, soprattutto nell’alta padovana. Le forti raffiche possono danneggiare le strutture come le serre ma anche le coltivazioni all’aperto, e in particolare le piante che iniziano a fare i primi frutti. La pioggia eccessiva espone ad un maggiore rischio sanitario l’uva e frutta, esposte a maggiori attacchi fungini e patogeni. Con il meteo così incerto la grandine è l’evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perché i chicchi si abbattono sulle verdure e sui frutteti e spogliano le piante compromettendo i raccolti successivi, dopo un anno di lavoro».

A Vicenza le situazione non cambia. Anzi, forse è peggiore. Freddo, grandine e allagamenti sembrano aver decisamente compromesso la stagione per alcune colture, come la ciliegia. Per altre, invece, è ancora possibile recuperare, a patto che le condizioni atmosferiche segnino un rapido miglioramento. «La tendenza alla tropicalizzazione del clima – commentano il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola ed il direttore Roberto Palù – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni con costi per oltre 14 miliardi di euro in tutta Italia nell’arco di un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle infrastrutture nelle campagne. e sostenere efficaci politiche a difesa dell’invecchiamento attivo». (a.mat.)

Fonte: Adnkronos

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