Padova, il parcheggio della discordia spacca la maggioranza (sul web)

Coalizione Civica contraria al piano del sindaco Giordani di creare mille posti auto vicino al centro, concentrati in zone come la Prandina o il Pp1. E sui social é bufera

Sarà che la pioggia domenicale concilia l’uso dei social, ma ieri e l’altro ieri c’è stato un vero e proprio diluvio di messaggi, nel web padovano. Tutto era cominciato con le nuove piste ciclabili in Corso Milano: un cambiamento necessario quanto poco funzionale per le modalità con cui è stato proposto. L’idea di rendere meno accessibile alle automobili un’area che vede tra andata e ritorno circa più di 2000 auto all’ora, senza prevedere soluzioni di contorno ha scatenato la minoranza e i cittadini.

Tra gli ostacoli che ancora sussistono sulle nuove ciclabili e la sosta irregolare di qualche incivile, il sindaco Sergio Giordani aveva valutato un possibile ampliamento dei posti auto all’ex caserma Prandina, necessario dopo l’anticipazione dell’apertura del parcheggio alle 8.00 e il suo essere praticamente sempre pieno. Il giorno seguente la ritrattazione, in una più lunga intervista, in cui il sindaco spiegava con precisione la volontà di creare 1.000 nuovi posti auto vicino al centro, razionalizzati e concentrati in zone come la Prandina o il Pp1, e di limitare il traffico verso Piazza Insurrezione e via Dante.

Dopo qualche ora è arrivata la dichiarazione di Coalizione Civica che manifesta con fermezza la sua indignazione e contrarietà alle parole del Sindaco, dichiarando, inoltre, «di essere all’oscuro di tali progetti, calati dall’alto e mai discussi della maggioranza». Il vicesindaco Arturo Lorenzoni poco dopo ribadisce quanto affermato dal suo gruppo, rilanciando che la città non ha bisogno di «tattica, ma di strategia».

Che anche in passato i giornali, e poi Facebook, fossero il luogo che le due anime della maggioranza usano irritualmente per “dialogare” e/o polemizzare, non era una novità. L’ordine dei fattori era spesso lo stesso: Lorenzoni qualche volta si “lasciava sfuggire” qualche dichiarazione futuribile (come i 3.000 posti auto in un silos in via Sarpi), mai discussa con la sua silenziosa Coalizione, per essere poi smentito dalle dichiarazioni di Giordani. Quest’ultimo rassicurava sulla solidità della maggioranza, sul dialogo continuo, cercando spesso una strada di mediazione; nel concreto, però, con l’effetto di portare spesso al nulla di fatto.

Ma ultimamente lo schema pare invertito, non solo nell’ordine degli interventi, ma anche nei ruoli degli interlocutori: Giordani alla guida, fortemente appoggiato dai consiglieri del suo gruppo (pronti a condividere e sostenere la sua visione della città), subito contestato da Coalizione Civica e a seguire da Lorenzoni, quest’ultimo, quasi costretto, a confermare la posizione dei suoi.

Che i vagheggiati 1.000 posti auto siano la moneta di scambio per le 600 bike sharing a flusso libero? Che Giordani, anche in vista della conclusione del progetto di Agenda 21 per la ex caserma, stia inviando un chiaro messaggio sul fatto che la decisione finale sulle opere in città è la sua? Che Giordani sia consapevole che per fare qualcosa dal punto di vista urbanistico (delega, peraltro, di Lorenzoni) bisogna scontentare la componente “estremista” della maggioranza? O che abbia deciso di fare il Sindaco, con o senza l’appoggio di Coalizione Civica? Forse tutta quest’acqua ha portato a una certa “liquidità” tra gli accordi politici cittadini, e solo il sole ci svelerà qualche sorpresa, magari anche alla luce del risultato delle prossime elezioni europee.

(ph: Vvox)