Roma, elemosiniere vaticano riallaccia corrente in palazzo occupato

È arrivato in un palazzo occupato nel centro di Roma, ha visto lo stato di difficoltà per tante persone senza luce da giorni e ha riallacciato la corrente elettrica che era stata staccata dall’azienda per morosità. A compiere il gesto tanto insolito quanto simbolico è stato il cardinale Konrad Krajewski (in foto), elemosiniere pontificio, di ritorno da Lesbo dove ha portato la solidarietà di Papa Francesco ai profughi presenti nell’isola greca. Il porporato «è stato informato di una grave situazione in uno stabile occupato in via Santa Croce in Gerusalemme a Roma in cui si trovavano oltre quattrocento persone, tra cui numerosi bambini – riferiscono fonti vaticane -. Come elemosiniere, ha sentito il dovere di compiere un gesto umanitario, provvedendo personalmente a riattivare la corrente elettrica all’edificio», che non è di proprietà del Vaticano.

Un gesto compiuto «nella piena consapevolezza delle possibili conseguenze d’ordine legale cui ora potrebbe andare incontro, nella convinzione che fosse necessario farlo per il bene di queste famiglie». Il gruppo Acea presenterà un esposto contro ignoti in procura, per la violazione dei sigilli della cabina elettrica operata da Krajewski. La manomissione della cabina – considerata pericolosa dai tecnici – avrebbe potuto portare conseguenze anche mortali qualora fosse stata effettuata una manovra errata. L’esposto è un atto dovuto da parte di Acea, la cui società di distribuzione, Areti S.p.A., era stata obbligata a interrompere la fornitura su incarico del gruppo Hera, cui fa capo il contratto del palazzo. (r.a.)

Fonte: AdnKronos

(Ph. Imagoeconomica)

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