Maltempo, allarme api in Veneto: «azzerata produzione miele»

Le piogge e il freddo che stanno colpendo il Veneto in questi giorni stanno provocando problemi non solo alle colture ma anche alle api. A denunciare la situazione difficile è la Cia di Padova che spiega come la produzione del miele sia vicina allo zero nonostante siamo in pieno periodo di fioritura che normalmente va da aprile fino a giugno. Le api con la pioggia non volano e le basse temperature non fanno fiorire i preziosi boccioli mentre il vento ha dispero quei pochi che erano già sbocciati.

«Il poco miele che le api sono riuscite a produrre, se lo mangiano per sopravvivere – racconta l’apicoltore Valentino Rossin, di “Apicoltura Val Giò” -. Siamo nel pieno della fioritura dell’acacia, che rappresenta la varietà di miele più diffusa e richiesta, ma il maltempo e le temperature invernali stanno bloccando completamente la produzione. Per noi apicoltori è un vero disastro, perché vediamo vanificare il lavoro di un anno».

Ma anche se dovesse tornare il bel tempo e il caldo, il problema non si risolverà. Le api, infatti, sono poche: per la covata da parte dell’ape regina serve una temperatura di circa 25 gradi, quindi ben lontana dagli 8-10 gradi di questi giorni. Le api, dunque, hanno smesso di riprodursi, e quando le temperature torneranno nella media stagionale, potrebbe essere troppo tardi. Nicola Milanetto, dell’azienda “Nettare d’Oro”, spiega: «il blocco di covata va a mettere a rischio la forza delle famiglie di api, che potrebbero non essere più in grado di produrre miele. Rispetto all’anno scorso, ho perso almeno il 90% della produzione che, tradotto, significa aver solo speso soldi per sostenere i costi di gestione di alveari e altro». Preoccupa, inoltre lo sbalzo termico annunciato dalle prossime settimane: «è difficile da affrontare anche per le api, non solo per gli esseri umani. Non sappiamo come gli insetti reagiranno al caldo improvviso, e comunque abbiamo poco tempo, perché con il mese di giugno termina anche la fioritura di tiglio e castagno».

Il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini, chiede aiuto alle istituzioni: «è necessario intervenire con urgenza, perché gli apicoltori sono in difficoltà estrema. Chiediamo alla Regione che si aprano le procedure per lo stato di calamità, in modo da prevedere forme di indennizzo per il settore». (a.mat.)

Fonte: Adnkronos

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