Europee o Politiche 2 la vendetta? Di Europa non parla nessuno

Scegliere chi votare é difficile. Anche perché dei veri temi di queste elezioni non frega niente a nessun partito

E adesso la domanda che molti rivolgono è: “per chi voti alle Europee?”. La risposta continua a essere: “non lo so”. Meglio aspettare ad esprimersi, altrimenti a cosa serve la campagna elettorale? Tuttavia, con il passare delle settimane si é persa la speranza di trovare qualcosa di chiaro nei programmi di liste e partiti. Aumenta, invece, la conflittualità su questioni locali ai limiti dell’irrilevanza (quale la polemica sulla cannabis) o su altri eventi pretestuosi e provinciali.

E non solo per l’Italia. Le idee e i programmi sull’Europa che verrà sono talmente vaghi che sembra inutile discuterne. I partiti hanno fatto le liste con l’intento di liberarsi di personaggi ingombranti mandandoli in quello che considerano un cimitero di dinosauri in via di estinzione; oppure per trovare un posto a qualcuno rimasto fuori dai giochi, ma pur sempre amico.

Un brillante giornalista e scrittore mi confessa che voterà per i 5 Stelle al fine di contenere l’ipertrofia salviniana nel campo del “governo del cambiamento” e allo stesso tempo non interrompere l’esperienza giallo-verde che considera più positiva che negativa. Un altro obietta che almeno la Lega ha un programma e si comporta in modo coerente: sfasciamo l’Europa e poi eventualmente la ricostruiamo su basi nuove. E viva l’Italia! La portinaia del mio palazzo è convinta che la Lega abbia tradito il Nord, l’autonomia e il federalismo e vada punita votando qualsiasi cosa, ma non i traditori del Nord ora amici dei terroni.

Il mio vicino operaio metalmeccanico in pensione e assiduo osservatore di cantieri se la cava dicendo che “io sono nato comunista e comunista morirò: quindi voto quello che mi dicono di votare i compagni. Quelli ancora vivi!”. Ma allora, gli faccio, “voti Calenda perché è di sinistra e quasi comunista anche lui”. Il mio vicino mi risponde che certamente Calenda è di sinistra perché l’ha candidato il Pd. Anche l’insegnante dell’appartamento di fronte voterà Pd per difendersi genericamente dal populismo, dal fascismo e da quegli incapaci dei 5 Stelle. Ma in positivo non sa dirmi cosa vuole.

A parte la mia irritazione per il linguaggio aggressivo e semplificatorio di una parte della Lega (non più veneta), non riesco a dare torto a nessuno. Però ai candidati qualche domanda la farei. Per esempio: chi dovremmo votare per avere qualche rappresentante veneto autorevole in Europa e non lasciare alle altre Regioni di esprimere i loro rappresentanti, relegando il Veneto a comparsa? Più nello specifico: cosa ne pensano i partiti che si dicono europeisti quali Forza Italia, il Pd (più Calenda) e “+Europa” della questione catalana e scozzese? E delle autonomie regionali di Veneto e Lombardia nel contesto europeo? E cosa ne pensano Lega (non più Nord) e 5 Stelle? Sarebbero disposti a proporre di trasformare la Commissione in un governo espresso dal Parlamento europeo che eleggeremo a fine maggio? E in questa riforma politica dell’Europa, che ruolo avranno le Regioni? E le leggi elettorali che dovrebbero rappresentare territori oltre che ideologie? E sono disposti a proporre una cittadinanza europea anche al fine di favorire i controlli sui migranti e favorire l’integrazione con leggi omogenee?

Che siano a favore dell’euro è scontato, ma come intendono applicare il principio di sussidiarietà che presume forti autonomie locali ed è un principio fondante – quanto disatteso – dell’Unione Europea? E il bilanciamento della fiscalità e della spesa tra il locale e l’Europeo? L’idea di avere un esercito e una polizia europei è già proposta da alcuni, ma quali sarebbero le conseguenze sui rapporti con la Nato e il sistema di alleanze? Insomma, ci sarebbero molti temi da affrontare sull’Europa, ma si preferisce parlare di cannabis, di qualche mariuolo al governo e sfogare la propria rabbia repressa sulle poche decine di poveracci che scappano dalla guerra.

(ph: Mohamed Hassan da pixabay.com)