Fs, allarme da Confartigianato: «Tav veneta non c’è»

Il presidente di Confartigianato Imprese Veneto Agostino Bonomo (in foto) lancia l’allarme sulle infrastrutture venete, in particolare sulla Tav. «C’è un problema nel nuovo piano quinquennale industriale FS da 58 miliardi di investimenti e migliaia di assunzioni presentato qualche giorno fa alla presenza del Presidente del Consiglio Conte e dei Ministri delle Infrastrutture Toninelli e dell’Economia Tria – afferma Bonomo in un comunicato – : la Tav Veneta che, quando non è del tutto assente come la tratta Venezia–Vicenza, è carente di finanziamenti. Mancano all’appello infatti almeno 1,7 miliardi per arrivare concretamente da Brescia a Vicenza».

«In materia di infrastrutture, non esiste la mezza misura – prosegue Bonomo -. O un ponte c’è oppure no, mezza autostrada o mezza Tav sono inutili se la loro conclusione è prevista tra vent’anni. In questo modo si rischia solo di incrementare il volume delle incompiute di questo Paese. Lungi da me – prosegue ancora il presidente di Confartigianato Veneto – denigrare un impegno record di Fs che conferma il Gruppo quale primo investitore in Italia, con punte fino a 13 miliardi. Uno sforzo che potrà contribuire alla crescita dell’Italia con la creazione di un indotto per 120mila posti di lavoro all’anno e un contributo annuo all’aumento del PIL fra lo 0,7 e lo 0,9%. Ma trovo assurdo che il Governo non abbia posto degli obiettivi strategici coerenti con lo sviluppo del nostro Paese. E’ incredibile pensare che tra qualche anno idee, persone e merci viaggeranno più velocemente da Bari verso Milano che da Venezia che è inserita nel triangolo industriale Mi-Bo-Ve».

Nel comunicato Confartigianato fa notare che tra gli investimenti per 58 miliardi di euro previsti nel quinquennio, per la nostra Regione i principali sono l’attraversamento del Brennero, il collegamento con l’aeroporto di Venezia e soprattutto l’alta velocità Brescia-Padova. Per quest’ultima risultano attualmente finanziati il tratto tra Brescia e Verona con 5 miliardi, il nodo di Verona Ovest con 377 milioni e il nodo di Verona Est con altri 380. Il segmento da Verona a Vicenza richiede invece 2,713 miliardi, ma finora è coperto solo per 983,94 milioni, per cui ne servono ulteriori 1.729,06. E parziale anche il finanziamento per l’attraversamento di Vicenza: su un conto totale di 805 milioni, ce ne sono 148,97 e ne mancano 656,03. La prosecuzione da Vicenza a Padova non è stata finanziata né progettata, anche se la stima è di 1,316 miliardi. «Cifre e situazioni queste – aggiunge Bonomo – già presenti nella bozza di accordo di programma tra MIT e RFI presentata al senato a ottobre 2018. Accordo controfirmato e trasmesso alla corte dei conti a febbraio 2019. Il punto dunque è che, nonostante la nostra grande manifestazione del 13 dicembre 2018 a Milano, non è stato spostato un euro sulla realizzazione della Vicenza-Padova rispetto a quella che era la situazione presentata alle camere in autunno».

«Ci vorranno ancora 9 anni per avere Vicenza collegata alla linea ad Alta Velocità (come ha dichiarato lo stesso Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato), una tempistica che dà per scontato che, a Venezia arrivi dopo il 2030, più probabilmente, di questo passo, verso il 2040 – afferma Bonomo -, sempre che si trovino i soldi che mancano. Mi preoccupa quindi il destino di marginalità che quest’area del Paese rischia di subire se non si porrà velocemente rimedio. Come abbiamo recentemente dimostrato con i dati, la superiorità infrastrutturale dell’Emilia Romagna ci sta facendo perdere la competizione economica e sociale con i nostri vicini che ci stanno superando nei fondamentali: export, nuove imprese, università. Il rischio ora – conclude il presidente di Confartigianato Imprese Veneto – è che nella competizione ci dovremmo confrontare con Toscana, Lazio etc. Ed il rischio di emarginazione noi lo vogliamo evitare a tutti i costi». (t.d.b.)

(ph. Vvox)