Con Claudio al mercato del pesce di Chioggia: il secondo più grande d’Italia

Nella cultura popolare chioggiotta il “pesse” non è mai mancato: sorta di rito propiziatorio culinario a consolidare un rapporto antico e viscerale con il mare e la laguna

Sono stato con Claudio e i suoi ragazzi al Mercato del pesce di Chioggia. Un’esperienza che per me non è consueta, seppure in passato frequentassi con una certa regolarità il più grande mercato d’Europa alle porte di Parigi. Ogni notte arrivavano a Rungis, una cittadella a sud della capitale francese, camion frigoriferi carichi di ogni bendidio da ogni dove (fiori, spezie, carni, conserve, formaggi e salumi, foie gras e naturalmente pescato da tutto il mondo). Per l’appunto mi colpiva la gran quantità di cozze, vongole , canoce e fasolari, che arrivavano ogni notte dal mercato di Chioggia. Vero è che nella cultura popolare chioggiotta il “pesse” non è mai mancato: sorta di rito propiziatorio culinario a consolidare un rapporto antico e viscerale con il mare e la laguna. Già, la grande Laguna che Chioggia divide con la vicina Venezia, la quale però alla pesca preferisce attività decisamente più lucrative come il turismo. Chioggia è porto antico e fece gola anche ai genovesi quando, nel 1379, la misero a ferro e fuoco sfidando la Serenissima. Non fu facile per i veneziani riprendersela, ridimensionando così i sogni espansionistici di Genova che, pare, abbia lasciato in eredità la tipica cadenza dialettale.

Della secolare tradizione marinara ancor oggi i chioggiotti si sentono, giustamente, unici eredi. Anche perché mare e laguna sono le loro praterie liquide, che continuano a percorrere nonostante la pesca non sia più fruttuosa come un tempo. Tuttavia, se al porto vi capita di assistere allo sbarco dei pescherecci troverete gente che magari impreca e bestemmia contro il mare e la sfortuna, ma che non farebbe altro mestiere se non quello del pescatore. Non solo la pesca, ma anche il commercio è l’altro importante asset economico. E qui la filiera si completa con uno dei più grandi mercati all’ingrosso d’Italia, dove il pesce arriva spesso da mari lontani; c’è di buono che oltre alle specie esotiche resiste comunque un buon 60-70% di pesce azzurro. La sintesi della Visione del mondo di Chioggia la si trova nel mercato al dettaglio in pieno centro storico che evoca, in tutto e per tutto, il seducente rapporto con il mare.

Qui non si compra solo del buon pesce: si assiste allo spettacolo di un dialetto che ha un suono tutto suo e di gesti quotidiani che hanno il sapore genuino delle rappresentazioni goldoniane. Claudio e la sua straordinaria Gabriella hanno portato a Vicenza, in via Pescaria appunto, un pezzo di Chioggia. Ci si gode il contesto ma anche, ovviamente, il prodotto. Quindi, branzini di mare o di valle, cefali, gli autoctoni ghiozzi (in dialetto go), le irrequiete anguille, le triglie, i zatterini, le seppioline (quelle piccole da mangiare adagiate sulla polenta), i cannolicchi e le vongole di tutti i generi. Quella per i molluschi è la vera “ossessione” della cucina chioggiotta che oltre a cozze, cappesante e tartufi di mare ha riscoperto i “fasolari”: belli, ma soprattutto buoni.

Antico Mercato del Pesce p.zza Vena – fronte canale (dietro a Palazzo Granaio) Chioggia (VE)
orario 7-14 – chiuso domenica e lunedì

Mercato Ittico via Giovanni Poli, 1 Chioggia (VE)tel. 041/400261
orario : 6.00-8.00/16-18.45 – Chiuso lunedì mattina, sabato pomeriggio e domenica

La Pescaria da Claudio, Contrà Pescaria 8, Vicenza
Orario: 8.30-13/16-19.30 Chiuso domenica e lunedì

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