Liberazione, proposta di legge: «a Salerno titolo di “città già capitale d’Italia”»

Nel 1944 l’Italia era spaccata in due: a Nord il regime della Repubblica Sociale Italiana (con il Nordest amministrato direttamente dai nazisti) e a Sud il Regno d’Italia che faceva capo al re Vittorio Emanuele III e al capo del governo, il generale Pietro Badoglio. In pochi ricordano che, dopo Brindisi, dall’11 febbraio al 15 luglio 1944, la capitale esecutiva e legislativa del governo italiano divenne Salerno. Il capoluogo campano, tuttavia, non fu mai proclamato capitale costituzionale, che rimase formalmente Roma. Oggi però, il Partito Democratico ha presentato una proposta di legge per assegnare a Salerno il titolo di “città già capitale d’Italia“. Il testo depositato alla Camera il 10 maggio scorso, ha come primo firmatario il deputato Piero De Luca, figlio del governatore Vincenzo De Luca, ex sindaco di Salerno.

«In questo periodo – si legge nella proposta – si verificò la cosiddetta svolta di Salerno, con la quale gli antifascisti, la monarchia e il maresciallo Badoglio stabilirono un compromesso per la formazione di un governo di unità nazionale». Per De Luca, «non è azzardato affermare che la Carta costituzionale della Repubblica italiana sia stata idealmente concepita proprio a Salerno, nel Salone dei marmi, il 22 giugno 1944, nella prima seduta del governo presieduto da Bonomi, di cui facevano parte, tra gli altri, Benedetto Croce, Carlo Sforza, Meuccio Ruini, Alberto Cianca, Giuseppe Saragat, Alcide De Gasperi e Togliatti». (r.a.)

Fonte: Messaggero

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