Indice su salute e sanità, Rovigo tra le ultime d’Italia

Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’indice della salute, una classifica delle province più “sane” d’Italia che tiene conto di 12 indicatori tra cui l’incidenza delle malattie sul territorio, la possibilità di curarle attraverso i farmaci, l’accesso alle cure e la disponibilità di personale specializzato. Rovigo si posiziona terzultima tra le 107 province collezionando una serie di record negativi: è la più penalizzata per la scarsa disponibilità di medici di famiglia rispetto alla popolazione residente e penultima per l’incidenza di pediatri in rapporto agli under 14.

I consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) hanno commentato: «le rassicurazioni del direttore generale della Ulss 5 Polesana sul fatto che il territorio sarebbe coperto sul fronte assistenziale non sembrano reggere. Siamo stupiti anche dell’intervento del presidente dell’Ordine dei medici del Veneto il quale ha riferito al Resto del Carlino che “i dati […] non fotografano la reale situazione del Polesine dove, ad esempio, un medico di base può assistere fino a 1500 pazienti e non solo 1000 come indicato”. Infatti, stando ai dati riportati dall’indagine del Sole 24 ore attualmente in polesine c’è un medico ogni 2000 abitanti (0,52 medici di base per 1000 abitanti) ossia 500 in più del massimo indicato dal presidente».

«La striscia di record negativi della sanità veneta, ed in particolare di quella polesana, non si arresta – concludono i consiglieri -. Eppure, nonostante le più e più interrogazioni regionali depositate sull’argomento, la Regione non sembra intenzionata a mettere in atto azioni concrete come, ad esempio, un cambio dei vertici amministrativi». (a.mat.)

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