Confindustria, bocciatura totale del governo: «Italia ferma»

Ieri si è tenuta l’assemblea generale di Confindustria. Oltre al presidente, Vincenzo Boccia, ( in foto) al suo ultimo anno di mandato, erano presenti anche il premier Giuseppe Conte, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. Quest’ultimo a aperto al dialogo, ma da Boccia è arrivata qualche critica all’attuale esecutivo. «Al Paese manca lo slancio dovuto – ha detto Boccia -, quello alla nostra portata, quello che ci meritiamo». Secondo Boccia la prossima manovra potrebbe portare scelte difficili e dolorose: «non è ancora chiaro come evitare l’aumento dell’Iva e introdurre la flat tax ». Poi la frecciata al govenro, che deve abbandonare  la «politica dei like, da bulimia di consenso, da presentismo imperante» che non offre una visione del futuro. La strada per il numero uno di Confindustria è quella di un patto di unità nazionale con cui «governo e opposizioni collaborino tutti insieme per una nuova politica, realista e pragmatica».

«Possiamo evitare un autunno freddissimo per la nostra economia – ha aggiunto Boccia – se costruiamo un programma serrato che faccia radicalmente mutare la percezione sull‘immobilità dell’Italia e che ci permetta di affrontare il confronto con i partner europei sul bilancio e sul debito da pari a pari, forti di un progetto credibile e concreto». Boccia ha anche invitato Conte ad allontanare lo scetticismo sull’Europa: «renda protagonisti gli italiani della più grande stagione riformista europea. Chieda più Europa ma migliore. Chieda un’Europa più forte in
politica estera, più coraggiosa in politica economica, più solidale nelle politiche migratorie. Chieda un’Europa più unita. Davvero pensiamo che la soluzione sia chiudere le frontiere? Noi no. La soluzione passa da una gestione condivisa».

Tornando alla politica interna Boccia ha chiesto al governo di «smettere di dividersi su promesse che non si possono mantenere. Per rimetterci a correre sarà utile liberarci dal peso di parole che inducono alla sfiducia, che evocano negatività, che peggiorano il clima. Le parole di chi governa non sono mai neutre: influenzano le decisioni investitori, imprenditori, famiglie. Abbiamo detto ad alta voce tre sì: alla Tav, alle infrastrutture, alla crescita perché un Paese che non si collega alle grandi reti infrastrutturali europee e mondiali ipoteca il suo futuro e condanna i suoi cittadini all’isolamento». Qualche aspetto positivo comunque c’è, secondo Boccia: «con il decreto Crescita e lo Sblocca Cantieri, il governo ha imboccato la strada giusta, sono primi segnali positivi, che sembrano superare una visione pregiudiziale verso l’attività di impresa». (t.d.b.)

(Fonte: Adnkronos)

(ph. Imagoeconomica)

Tags: ,