BpVi, Iorio al processo: «”baciate”? Pervasive»

Continua nell‘aula bunker di Mestre il processo per il crac dell’ex Banca Popolare di Vicenza. Come riporta Roberta Paolini sul Mattino di Padova di oggi a pagina 11, ieri ha testimoniato l’ex amministratore delegato Francesco Iorio. Da lui ci si aspettava delucidazioni sul nodo della operazioni cosiddette “baciate”: quante erano, chi sapeva, etc. Alla precisa domanda del presidente del collegio giudicante Lorenzo Miazzi, Iorio ha detto che è difficile quantificare la dimensione delle “baciate”, perché erano pezzi «che sommati tra loro non rendevano chiaramente visibile l’entità» e che la prassi del management era di «dissimulare».

«C’erano tanti soggetti» ha invece detto quando gli hanno chiesto chi poteva capire l’entità di queste operazioni. L’ex ad è parso molto vago anche sulle date, parlando di «profondità temporale» e sull’impatto, definito «rilevante». Iorio nel corso della sua deposizione non ha mai esplicitato la consapevolezza del cda riguardo alle “baciate”, mentre sulle cifre ha detto che a 1,1 miliardi di queste operazioni corrispondevano impieghi totali per 3,3 miliardi, che poi sono stati iscritti come utp (incagli). «Io non sto salvando nessuno – ha poi detto Iorio alla stampa alla fine della sua deposizione – sto solo dicendo la verità». L’ex ad ha poi definito le “baciate” come un comportamento «talmente pervasivo che fatico a pensare non ci fosse una cognizione complessiva del fenomeno». (t.d.b.)

(ph. Imagoeconomica)