Scontri Genova, giornalista di Repubblica picchiato da polizia [VIDEO]

«Ho pensato di morire, non smettevano più di picchiarmi». Questa la testimonianza di Stefano Origone, il cronista di Repubblica manganellato dalla polizia durante gli scontri tra antagonisti e CasaPound a Genova. «Non avevo mai sentito così efferata in trent’anni di professione, sempre sulla strada». La dinamica dell’episodio è concitata: «mi sono arrivati addosso, ho provato a scappare ma non ne ho avuto il tempo. Mi hanno fatto cadere e hanno cominciato a picchiare: calci, manganellate, colpi da tutte le parti. E io urlavo: “sono un giornalista, sono un giornalista”. Ma non si fermavano».

«Lì ho avuto paura di morire – continua il suo racconto Origone -. A un certo punto è arrivato un poliziotto, Giampiero Bove, che conosco da molto tempo: si è buttato sul mio corpo, con il casco: “Fermatevi, fermatevi, cosa state facendo, è un giornalista, fermatevi”, ha gridato. Mi ha salvato. Gli sarò per sempre grato. E, come automi, gli agenti hanno smesso e se ne sono andati. Come se il loro furore fosse stato spento, con un clic». Origone si trova ora ricoverato all’ospedale Galliera di Genova: ha una costola fratturata, due dita della mano sinistra rotte, trauma cranico ed ecchimosi su tutto il corpo. (a.mat.)

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