Confapi Padova: «Europa unita ha portato 963 miliardi in Veneto»

Fabbrica Padova, centro studi di Confapi, attualizzando i dati forniti da Unioncamere del Veneto ha stimato che, da quando sono entrati in vigore i trattati di Roma che sancirono la nascista della Cee nel 1958 le esportazioni di beni e prodotti delle imprese venete è di 963 miliardi. L’associazione delle piccole e medie industrie ha voluto quindi rimarcare quanto contino le elezioni europee, perché il loro esito tocca la realtà del territorio in modo più concreto di quanto non si pensi comunemente.

Nel complesso, le esportazioni nel continente da quando è entrata in vigore l’unione doganale incidono per il 62% di quelle complessive venete. «In vista dell’appuntamento elettorale di domenica 26 maggio troviamo doveroso tenere alta l’attenzione – afferma Carlo Valerio, presidente di Confapi Padova -. Lo facciamo perché siamo fermamente convinti che, senza un mercato unico europeo, il nostro territorio non sarebbe mai diventato quello che spesso viene definito la locomotiva d’Italia. Al contrario, saremmo molto più poveri e deboli. Ed è necessario tenerlo presente oggi, nel momento in cui si assiste continuamente a prese di posizione populiste che spingono nella direzione opposta: tornare indietro rifugiandosi nel proprio orticello locale, oltre a rappresentare un gigantesco fallimento politico, avrebbe anche pesanti conseguenze sulle economie nazionali».

«Ciò non significa che non esistano elementi di criticità – aggiunge Valerio -. Ma proprio per questo occorre che chi sarà eletto voglia e sappia affrontare sfide determinanti per i cittadini e per le imprese, volte alla crescita economica. Vogliamo che il nostro voto conti. Non dimentichiamo che il 70% delle leggi che interessano le piccole e medie industrie private ha origine a Bruxelles e Strasburgo e che le Pmi rappresentano il 50% degli elettori europei. Dei 23 milioni di aziende registrate in Europa il 99% sono Pmi. E sono sempre le Pmi che formano l’80% dei lavoratori qualificati, impiegano il 60% dei lavoratori e creano i due terzi della ricchezza. Ecco perché le elezioni europee ci riguardano da vicino. Ed ecco perché come associazione dobbiamo far sentire la nostra voce». (a.mat.)

Fonte: Adnkronos

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