Europee, solo un trastullo. E allora scherziamoci su

Non votare significa nascondersi. Ma le preferenze danno un’opportunità: lanciare un certo messaggio…

Il verbo trastullare è contemporaneamente infantile, subdolo ed erotico-malizioso: ci traghetta dal fiabescoallietare, divertire, distrarre con passatempi, al subdolo illudere, o ingannare. Tralasciando l’accezione erotica, maliziosa, intransitiva del singolo (“disperato erotico stomp”) o transitiva di coppia (“je t’aime moi non plus”), rimanendo nell’alveo dell’infantile allietare e del subdolo ingannare, trastulliamoci con le prossime elezioni europee.

Trastulliamoci con la sorprendente attualità di Bertrand Russel, quando affermava novant’anni fa che «la causa principale dei problemi è che oggi gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi». Non so quanti dubbi abbiate, spero siano abbastanza da non essere strasicuri (Russel usò la parola “cocksure” nell’originale inglese). Premesso che non andare a votare è come nascondere la testa sotto la sabbia, ma il culo resta fuori, mentre i nostri dirigenti ci trastullano con le loro certezze, noi possiamo trastullarci col voto europeo utilizzando le preferenze per fare uno scherzo, da persone piene di dubbi, ai nostri indomiti rappresentanti.

Nel dubbio che i candidati posizionati nei primi posti nelle liste elettorali siano le prime scelte dei vertici, io voterò per gli ultimi tre in lista, con il dichiarato scopo di comunicare ai capi che non mi stanno trastullando. Sarebbe certamente bello assistere all’elezione degli ultimi in lista a discapito dei primi, la protesta degli ultimi, e vedere di nascosto l’effetto che fa.

(ph. Wikipedia – fotogramma dal film “I vitelloni”)