Rucco agit-prop della Lega: dov’é lo scandalo?

Il sindaco civico di centrodestra invita a votare il partito di Salvini e scrivere sulla scheda il segretario veneto Da Re. Ma va criticato per altro

Il sindaco civico di centrodestra di Vicenza, Francesco Rucco, invita apertamente a votare Lega e dare la preferenza al segretario regionale Toni “Baffo” Da Re alle elezioni europee di domani. Capirai che scandalo. Certo, inusuale é inusuale, che il primo cittadino di un capoluogo si esponga così, in prima persona, con apposito video online. E lo è ancor di più se si pensa che il Rucco non è esattamente il tipo che esce dalla tana tanto sciallamente – nonostante le origini di destra con etichetta Alleanza Nazionale, da buon arcivicentino sia pur di sangue pugliese, é democristiano inside. Però, perdoneranno le anime belle dallo stupore facile, proprio perché si sa da un pezzo (e noi qui lo si scrive fin da tempi non sospetti) che il Nostro civico é pappa e ciccia con la Lega, a partire dalla cicciosa questione di Aim in avanzato fidanzamento con Ascopiave, proprio perché non é una novità, che non si capisce dove stia il clamore. Nello stile, semmai: un endorsement così spudorato, un pedaggio così scoperto, é di cattivo gusto. Tanto più se ci si ricorda che il suo vice in giunta, Matteo Tosetto di Forza Italia, é incredibilmente in corsa: uno schiaffo in piena faccia.

Ma andando alla sostanza, che c’è di strano se un amministratore che ha in maggioranza la Lega si schiera per la Lega? L’incazzatissimo Tosetto tira fuori la storia che Da Re é trevigiano, e non starebbe bene che il rappresentante di Vicenza tifi per un non vicentino. Verrebbe da replicargli: il prossimo che condanna i campanilismi sia fatto bersaglio di piccioni incontinenti su pubblica piazza. Il centrosinistra, per parte sua, ha gioco di ribattere sul tasto del finto civismo su cui la smena da un anno. Ma semmai andrebbe rinfacciato a Rucco di non essere stato capace sin qui di dare concretezza e consistenza politica alla lista civica che porta il suo nome, e che solo di recente è stata resa diciamo più formale e strutturata come associazione, per altro fino ad ora senza risultati visibili. Civico, secondo alcuni, dovrebbe equivalere per forza e per sempre ad ipocrita: della serie, se son civico devo far finta di essere superpartes. Questa non è che l’abituale finzione con cui a livello locale si mascherano gli schieramenti nazionali, benché a volta si combinino secondo alleanze tutte particolari. Rucco, sia pur pro domo sua, ha fatto una piccola operazione-verità. Lo si critichi, piuttosto, per il semi-immobilismo e mancanza di inventiva della sua amministrazione: non tanto o non solo per quel che fa (tipo l’operazione con Asco e a quanto pare anche con Agsm e A2A), ma soprattutto per quel che non fa. Per il vuoto, non per il voto.