Elezioni in Europa: volano Farage, Orban e Verdi tedeschi

Le elezioni europee nel Regno Unito vedono l’exploit del Brexit Party di Nigel Farage, che i primi dati reali danno al 38%. Il risultato parziale è relativo alle regioni orientali, dal
che vede secondi i liberaldemocratici con il 23% e i conservatori al 10%.

In Francia, secondo un primo exit poll diffuso dopo la chiusura delle urne, il Rassemblent national di Marine Le Pen avrebbe ottenuto il 24% dei voti, contro il 22,5% della lista Renaissance, del presidente Emmanuel Macron. Ora, ha commentato Le Pen, «tocca al presidente della Repubblica trarre le conseguenze» e non c’è altra scelta, «come minimo, che sciogliere l’Assemblea nazionale e convocare nuove elezioni, con la proporzionale».

In Ungheria, Fidesz, il partito del presidente Viktor Orban, avrebbe ottenuto il 56% dei voti (dati Nezopont), pari a 14 dei 21 seggi assegnati all’Ungheria nel Parlamento europeo. I nazionalisti di Jobbik sarebbero invece quarti, dietro ai socialisti e alla coalizione democratica di sinistra.

In Grecia, il premier Alexis Tsipras ha annunciato che chiederà al presidente Prokopis Pavlopoulos di convocare le elezioni anticipate dopo che il suo partito, Syriza, è arrivato secondo con il 24% dei consensi, con un distacco di circa il 9% dai conservatori di Nuova Democrazia (33%).

In Germania, secondo gli exit poll della tv Zdf, la Cdu di Angela Merkel si attesterebbe al 27,5%, mentre i Verdi diventerebbero il secondo partito, volando al 20,5%. Crolla la Spd al 15,%, quarta Afd con il 10,5%, in calo rispetto al 12,6% delle politiche del 2017. Linke si ferma al 5,5%, come i liberali dell’Fdp. (r.a.)

In Spagna, il Psoe del premier Pedro Sanchez sarebbe il primo partito secondo le previsioni basate sui sondaggi. I socialisti avrebbero il 28% dei voti, pari a 18 seggi, quattro in più del 2014. Il Pp avrebbe il 17% e 11 seggi, mentre la destra di Vox il 6,5%, pari a 4-5 seggi.

Fonte: Adnkronos

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