Pediatria: bimbi con disabilità, diritto al gioco negato e gap Nord-Sud

Milano, 27 mag. (AdnKronos Salute) – C’è un diritto di bambini e ragazzi che spesso viene dimenticato nel mondo degli adulti: è il diritto al gioco. “Ancora negato” in alcune situazioni e contesti ai più piccoli con disabilità. C’è molta strada da fare perché si arrivi all’obiettivo che nessuno venga escluso, avvertono gli esperti alla vigilia della Giornata mondiale del gioco (martedì 28 maggio). Per l’occasione l’Autorità garante nazionale infanzia e adolescenza (Agia) e la Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia) sono scese in campo insieme lanciando l’iniziativa ‘Giocare tutti, nessuno escluso’. L’appello è a promuovere con urgenza iniziative di sensibilizzazione e inclusione.
Soprattutto alla luce di quelle che vengono definite “rilevanti criticità nell’accesso”, emerse da una rilevazione nazionale contenuta in un documento presentato nelle scorse settimane, a opera del gruppo di lavoro dell’Agia su gioco e sport. “Il documento evidenzia una rilevante differenza nelle regioni italiane”, nel testo si parla di gap tra Nord e Sud Italia, “sia nella diversa considerazione dell’importanza del gioco da parte delle famiglie che nella diversa attenzione da parte delle istituzioni e nell’effettiva accessibilità di spazi e servizi, soprattutto per i bambini con disabilità complessa o autismo”, sottolinea Massimo Molteni del Consiglio direttivo Sinpia.
“In molte realtà – prosegue – sia i genitori che gli operatori (ma anche i ragazzi a sviluppo tipico) tendono a connotare il gioco come elemento riabilitativo e non come azione di piacere e divertimento. Il gioco, soprattutto spontaneo, è invece fondamentale per lo sviluppo di tutti i bambini. Consente di sperimentarsi, costruire relazioni con altri e sviluppare flessibilità e creatività, è attività fine a stessa e indispensabile per il benessere e la salute mentale”.
Per consentire ai bambini con disabilità di poter giocare davvero insieme agli altri, “è necessario pensare di volta in volta a come modificare ambiente e giochi per accoglierli – fa notare Andrea Guzzetta, coordinatore della Sezione di riabilitazione della Sinpia – Per un bambino con gravi difficoltà motorie, servono luoghi senza barriere architettoniche, ma anche giochi che possa maneggiare senza difficoltà. Per un bambino che non parla, è indispensabile avere a disposizione giochi modificati con strumenti di comunicazione aumentativa. Per un bambino autistico, potrebbe essere importante ridurre il rumore di fondo e la numerosità del gruppo. Soprattutto è necessario che adulti e coetanei abbiano appreso come interagire e modificare di volta in volta il gioco”.
La Sinpia, comunica la presidente Antonella Costantino, “ha scelto di attivare laboratori diffusi che uniscano bambini con disabilità, coetanei e adulti, in cui sperimentare insieme le strategie per modificare il gioco e scoprire la possibilità di divertirsi insieme. In particolare i coetanei, se adeguatamente sensibilizzati, sono straordinari nel cogliere cosa permette di interagire davvero e nell’estenderne spontaneamente l’utilizzo in tutti i contesti”.
Per favorire il processo, la Società scientifica ha anche invitato tutti i soci e i servizi di neuropsichiatria infantile e di riabilitazione ad attivare iniziative che diffondano strategie su come sia possibile giocare in modo inclusivo con tutti i bambini. Eventi mirati si terranno dunque in occasione della Giornata mondiale del gioco a Catania, Milano, Cremona, Lecco, Como, Crema. La lista completa è in continuo aggiornamento sul sito dell’Agia.

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