Accorciare tempi di accesso a nuove terapie

Chicago, 31 mag. (AdnKronos Salute) – La spesa per i farmaci anticancro nel nostro Paese “è in costante crescita ed è passata da 3,3 miliardi di euro nel 2012 a più di 5 miliardi (5.063 milioni) nel 2017. Per continuare a garantire a tutti le terapie migliori, è fondamentale che venga confermato il Fondo per i farmaci oncologici innovativi, istituito nel 2016 per un triennio e pari a 500 milioni di euro all’anno”. È l’appello lanciato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) dal 55.esimo congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), che si apre oggi a Chicago.
“Il Fondo è in scadenza a fine anno, chiediamo alle istituzioni il rinnovo di questa fonte di risorse dedicate oppure provvedimenti che comunque permettano di poter trattare in maniera adeguata i nostri pazienti”, sottolinea Stefania Gori, presidente nazionale Aiom e direttore del Dipartimento oncologico all’Irccs ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar. Nel 2017 sono stati spesi circa 409 milioni di euro del Fondo per gli anti-cancro innovativi e, nel 2018, il limite dei 500 milioni non è stato sforato, ricorda l’Aiom.
“L’aumento annuale del numero di neoplasie maligne diagnosticate, che in molti casi richiedono terapie a lungo termine – spiega Giordano Beretta, presidente eletto Aiom e responsabile dell’Oncologia medica all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo – costituisce una grande sfida per i sistemi sanitari, che si trovano di fronte a necessarie revisioni delle risorse economiche e umane disponibili. I servizi sanitari per la gestione della malattia non sono sostenibili nella loro forma attuale. Oltre al rinnovo del Fondo per i farmaci oncologici innovativi, devono essere implementate le reti oncologiche regionali attive soltanto in Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta, Veneto, Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Campania e nella Provincia autonoma di Trento. Solo un modello organizzativo di questo tipo consente a tutti i pazienti sul territorio di accedere in modo uniforme alle cure migliori”.
“Devono essere inoltre abbreviati i tempi di accesso alle nuove terapie – sottolinea il presidente Gori – Il tempo che trascorre fra il deposito del dossier di autorizzazione e valutazione all’Ema (Agenzia regolatoria europea) e l’effettiva disponibilità di un nuovo farmaco nella Regione italiana che per prima rende disponibile il trattamento, è di circa due anni e questo lungo processo può penalizzare fortemente i malati. Oggi, in Italia, diverse disposizioni regolano l’accesso e la prescrizione di farmaci approvati da Ema prima del rimborso a carico del servizio sanitario nazionale: è il cosiddetto ‘early access’, cioè l’accesso ‘anticipato’ alle terapie”.
“Queste modalità regolatorie – prosegue Gori – permettono ai pazienti di essere trattati con farmaci antitumorali efficaci ma non ancora rimborsati dal Servizio sanitario nazionale: per questo motivo Aiom ha deciso di inserire nel proprio sito web (www.aiom.it) anche la lista dei farmaci oggi resi disponibili all’interno di programmi di Eap o compassionevoli. Un ulteriore aiuto agli oncologi italiani per curare al meglio, sempre, i pazienti oncologici”.

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