«Allagamenti nel Trevigiano, fossi chiusi per far posto al prosecco»

Il consigliere regionale veneto Andrea Zanoni (Partito Democratico) interviene sugli allagamenti causati dal maltempo dei giorni scorsi che hanno colpito particolarmente la provincia di Treviso. «La natura, purtroppo, presenta sempre il conto. E gli effetti dell’espansione indiscriminata dei filari di prosecco sono sotto gli occhi di tutti – afferma Zanoni in un comunicato -. Adesso è la volta degli allagamenti, dovuti alla chiusura dei fossi per fare spazio, ancora, ai vigneti».

«Si impedisce all’acqua di defluire regolarmente e così, sempre più spesso, ci troviamo di fronte a emergenze del genere. Strade, sottopassi, piste ciclabili allagate, acqua dentro le case e nei negozi – prosegue Zanoni -. La denuncia arriva adesso anche dai sindaci della Lega, come quello di Fontanelle. Ma non si può scaricare la colpa esclusivamente sui viticoltori: la Regione, che ha finanziato e continua a finanziare in maniera assai generosa il settore, dovrebbe recitare un “mea culpa”. Nella Marca il territorio è stato pesantemente modificato – aggiunge Zanoni -, con colline sbancate e decine di ettari di boschi e prati stabili scomparsi. In provincia di Treviso la superficie piantumata a vite è passata dai 27.846,86 ettari del 2010 ai 40.229,96 del 2018, con un incremento di oltre il 44%. L’elenco degli effetti nefasti a causa di una proliferazione incontrollata è lunghissimo: maggior inquinamento delle falde e dei corsi d’acqua a causa dell’uso dei pesticidi, perdita della biodiversità, scomparsa di molte specie di uccelli e insetti impollinatori, problemi per la salute umana visto che le vigne spuntano ovunque, anche nei pressi di scuole, asili, case e impianti sportivi».

«Occorre mettere uno stop a questo sviluppo e puntare a una riconversione biologica. Ma la giunta Zaia deve assumere un ruolo da protagonista anziché lasciare tutto al “buon cuore” o alla sensibilità personale dei singoli produttori o dei Consorzi del prosecco. Inoltre – prosegue ancora Zanoni – il mercato è ormai saturo, come testimonia la sovrapproduzione dello scorso anno, con uva distrutta direttamente sui filari dalle macchine raccoglitrici. All’inaccettabile spreco alimentare si sommano i nuovi danni all’ambiente, con gli sversamenti illegali dei reflui nei corsi d’acqua. Su questo – conclude il consigliere regionale – il presidente Zaia non ha detto una sola parola». (t.d.b.)

(ph. Regione Veneto)