Conti pubblici, Tria risponde a Ue: «taglieremo welfare 2020-2022»

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha preparato la lettera di risposta alla Commissione Europea sui conti pubblici dell’Italia, molto attesa dopo le preoccupazioni di Bruxelles, che paventava anche l’ipotesi maxi-multa, per il nostro debito pubblico.

«Dal lato della spesa, – spiega Tria – il governo sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022. Inoltre siamo convinti che una volta che il programma di bilancio sarà finalizzato in accordo con la Commissione europea, i rendimenti dei titoli di Stato italiani diminuiranno – conclude Tria – e le proiezioni relative alla spesa per interessi saranno riviste al ribasso».

«Per quanto riguarda il rapporto debito/Pil, l’aumento registrato nel 2018 è stato in parte dovuto a un aumento della liquidità del Tesoro a fine anno – spiega ancora Tria nella lettera alla Commissione europea -, in previsione di consistenti rimborsi di titoli all’inizio del 2019. Anche altri aggiustamenti in termini di stock/flussi hanno contribuito ad aumentare il rapporto debito/Pil, in particolare il fatto che è stata emessa una quota più elevata di titoli di Stato al di sotto della pari».

«Al di là di tali considerazioni tecniche, in linea di principio concordiamo circa la necessità di conseguire un avanzo primario di bilancio più elevato per riportare il rapporto debito/Pil su un percorso chiaramente discendente. La questione, tuttavia, è la tempistica e la portata dell’aggiustamento. Dato l‘inatteso calo del commercio internazionale e della produzione manifatturiera, e tenuto conto del persistere, in Italia, di un elevato tasso di disoccupazione e di condizioni di quasi deflazione, si è ritenuto che l’introduzione di ulteriori misure fiscali restrittive nel corso del 2018 sarebbe stata controproducente».

Tria nella sua lettera alla Commissione europea parla anche di flat tax. «La flat tax punterà a ridurre la pressione
fiscale gravante sulla classe media.Il Parlamento ha invitato il Governo a riformare, fatti salvi gli obiettivi di riduzione del disavanzo per il periodo 2020-2022, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, riducendo il numero degli scaglioni e la pressione fiscale gravante sulla classe media. Si effettuerà – aggiunge – anche una revisione di detrazioni ed esenzioni fiscali».

«Il Governo intende introdurre ulteriori misure per semplificare il sistema fiscale e migliorare la fedeltà fiscale. Stiamo procedendo ad una revisione delle agevolazioni fiscali e dei regimi di concessione delle licenze al fine di incrementare le entrate per il Governo. L’amministrazione fiscale è stata recentemente riorganizzata e abbiamo
introdotto la fatturazione elettronica, anche per le piccole transazioni al dettaglio». (t.d.b.)