Diocesi Vittorio Veneto a Salvini: «il Vangelo va preso tutto»

«Si può essere leghisti e cattolici allo stesso tempo?» Inizia con questa domanda l’ultimo editoriale di don Alessio Magoga, direttore del settimanale diocesano L’Azione. Don Magoga (in foto) fa notare che la Lega Nord di Umberto Bossi era decisamente anticlericale e che lo stesso senatür non avrebbe mai baciato il rosario durante un comizio, mentre con Matteo Salvini il partito ha assunto una dimensione nazionale, inglobando sicuramente una fetta di elettorato cattolico. Don Magoga ammette poi le crescenti frizioni tra la Cei e la Lega, culminate con i fischi in piazza Duomo rivolti a papa Francesco, causati dalla spinosa questione dell‘accoglienza ai migranti.

«Il criterio per dirsi cattolici o no è il confronto con il Vangelo (ma tutto il Vangelo, non solo qualche passo) e con il magistero della Chiesa (preso nella sua interezza, non solo le citazioni più accomodanti) – scrive don Magoga – . Se cristiani si vuol essere, tuttavia, c’è anche una “via breve” che prende avvio dal cuore del Vangelo, il quale recita: “da questo conosceranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35). Con questo comandamento tutti i cristiani, anche quelli della Lega, devono fare i conti seriamente, se vogliono essere davvero discepoli di Cristo». (t.d.b.)

(ph. Facebook – Alessio Magoga)

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