Giallo su lettera a Ue: Mef smentisce tagli spese sociali

La risposta dell’Italia alla Commissione europea sui conti pubblici è arrivata ieri in tarda serata a Bruxelles. Ma in quale versione? Il ministero dell’Economia ha infatti smentito i tagli al welfare, presenti in quella che secondo il dicastero presieduto da Giovanni Tria era solo una bozza, diffusa però da tutti i giornali. Lì si parlava di tagliare le spese sociali, citando esplicitamente reddito di cittadinanza e quota 100.

La notizia aveva fatto subito infuriare il Movimento 5 Stelle, che aveva accusato la Lega di aver scritto la lettera al posto di Tria. E così in serata è arrivata la smentita di Tria sui tagli al welfare. «Mi sorprende la smentita del Ministro Tria sulla versione della lettera pubblicata dagli organi di informazione – ha detto Laura Castelli (M5S), viceministro dell’Economia (in foto). «Nel pomeriggio anche io ho visto una bozza della lettera che girava con quei contenuti e purtroppo quel passaggio sul taglio al welfare c’era ancora. Come sempre sono disponibile a supportare il ministro per rivederne il contenuto. Mi rincuora, nel rispetto dell’azione e della volontà del Governo, che il Presidente Conte, prendendone visione, abbia deciso di correggere alcuni aspetti per noi irricevibili, come il taglio alla spesa sociale».

Secondo la Castelli quindi sarebbe del premier Giuseppe Conte la “manina” che ha corretto la lettera togliendo i tagli. Ma rimane il dubbio se la “manina” che aveva invece previsto di ridurre la spesa sociale per far quadrare i conti sia o meno quella del ministro Tria. «Oggi la giornata comincia bene. Nella lettera scritta dal Mef all’Europa è stato cancellato il passaggio che prevedeva tagli alla spesa sociale, vale a dire ai servizi, agli ospedali, tagli al lavoro e a Quota 100. Un altro governo Monti anche no, ne abbiamo avuto abbastanza» ha commentato su Facebook il vicepremier e leader del M5S Luigi Di Maio. Nella lettera recepita dalla Commissione, un documento di circa 50 pagine, si spiega che la flat tax non sarà finanziata a debito, che le spese sociali per il 2019 saranno inferiori al previsto e che si troveranno misure alternative all’aumento dell’Iva. (t.d.b.)

(Fonte: Adnkronos)

(ph.Imagoeconomica)