Separazione: come viene tutelato il rapporto nonni-nipoti?

Capita spesso che, per conflitto o vendetta, nuora o genero si rifiutino di farli incontrare. Ma è un diritto tutelato dalla legge se questo rapporto porta benessere ai minori coinvolti

“Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”: così scrive Tolstoj all’inizio di Anna Karenina e descrive con poche parole un aspetto importante delle relazioni familiari. Nei momenti di crisi, in particolare nel caso di separazione dei genitori, ogni famiglia è diversa, ha la sua storia e le sue dinamiche, accade spesso che i rapporti familiari, anche con i parenti del coniuge, si deteriorino e diventino faticosi, per non dire vendicativi. A volte purtroppo le persone coinvolte perdono di vista il principio che dovrebbe guidare ogni decisione, ovvero l’interesse dei minori.

So che sembra una cosa astratta l’interesse dei minori, ma in realtà rappresenta quello che ogni operatore del diritto (dall’avvocato al giudice, passando per gli psicologi che a vario titolo intervengono nei tribunali) non dovrebbe mai perdere di vista. Il benessere fisico e psicologico dei bambini minorenni coinvolti nelle separazioni dovrebbe essere un principio guida per tutti. Nella confusione che di solito precede e segue la separazione di una coppia di genitori, capita spesso che i nonni si trovino nella posizione di non poter più vedere i nipoti, perché la nuora o il genero rifiutano di farglieli incontrare. Però prima, quando mamma e papà erano felicemente sposati, si andava spesso a pranzo dai nonni alla domenica, oppure erano loro che accompagnavano i nipoti a ginnastica e a calcio durante la settimana, quando i genitori erano impegnati al lavoro.

I bambini vedevano e frequentavano i parenti con regolarità ed oggi, anche se i genitori sono separati, a quei nipoti è garantito il diritto di continuare a mantenere con i nonni una relazione. Lo dice il nostro codice civile: l’art. 317bis prevede il diritto degli “ascendenti a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni”. Cosa significa in concreto? Davvero i nonni hanno un diritto autonomo rispetto ai genitori di poter frequentare i nipoti con regolarità e costanza? Secondo il codice civile parrebbe di sì. La Corte di Cassazione, però, ha ribaltato il punto di vista della legge, mettendo in primo piano i minori e precisando che, nella valutazione tra l’interesse dei nonni a mantenere rapporti significativi con i nipoti e quello dei minori a poter frequentare i nonni, è quest’ultimo a prevalere, se e solo se, la relazione costituisce un momento positivo e costruttivo nella vita dei bambini.

Quindi i nonni ai quali viene impedito di vedere i nipoti potranno sicuramente rivolgersi al Tribunale per i Minorenni per vedere tutelato il loro diritto, ma i giudici terranno in considerazione, prima di tutto, il diritto dei bambini ad avere rapporti familiari sereni e non connotati da egoismi e ripicche personali. Precisa la Cassazione che i nonni non hanno un autonomo diritto di visita, come se fossero un genitore separato, con giorni e tempi fissi nei quali incontrare i nipoti, ma sarà loro garantita la possibilità di vedere i nipoti solo ed esclusivamente quando questo tuteli il diritto del minore ad una crescita serena ed equilibrata. In conclusione, ai nonni che sono sempre stati presenti positivamente nella vita dei nipoti e che costituiscono, quindi, una risorsa importante per il loro benessere, sarà garantita la possibilità di continuare a vederli anche nel caso di rifiuto da parte di uno o di entrambi i genitori. Al contrario, ai nonni che sono stati assenti o che sono in aperto conflitto con uno o entrambi i genitori, non è detto che sia garantito lo stesso diritto. In queste situazioni, infatti, andrà prima tutelato l’esclusivo interesse dei bambini ad una vita serena, dalla quale tenere lontani litigi e tensioni inutili.

Martina Sartori
Avvocato della famiglia e dei minori

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