«Eutanasia a 17 anni per depressione? Da psichiatra, è inconcepibile»

«Dichiarare inguaribile un disturbo post traumatico e che l’unica soluzione sia quella di porre fine alla vita del soggetto è una cosa che per la mia formazione, per il mestiere che faccio, è inconcepibile». A dirlo è lo psichiatra Giuseppe Nicolò, direttore del Dipartimento di Salute Mentale Asl Roma 5, intervistato dall’Huffington Post sul caso di Noa Pothoven (in foto), la 17enne olandese che ha chiesto e ottenuto l’eutanasia dopo anni di depressione a causa delle violenze subite da bambina. Per Nicolò, «la questione è culturale», in quanto «l’Olanda pone al centro la libertà del cittadino, mentre in Italia la salute è un bene collettivo, sono concetti diversi».

La prostrazione psicologica della giovane, spiega il dottore, non è «un male incurabile, ma la questione va inquadrata da un altro punto di vista. In Olanda, le associazioni dei pazienti stanno conducendo profonde battaglie per avere il diritto di decidere sulla propria vita. Una scelta a garanzia della libertà individuale, che però può avere dei prezzi enormi. È ovvio che una persona in uno stato depressivo osserverà il mondo da una prospettiva disperata e le sue scelte saranno condizionate dal disturbo e dalla sofferenza. Non si trova nella condizione di vedere la vita per quella che è».

(Ph. Facebook)

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