“Romeo+Giulietta” in Arena, sindacati: «500 mila euro regalati ai privati»

I sindacati Cgil Uil e Fials della Fondazione Arena di Verona intervengono in un comunicato sullo spettacolo “Romeo+Giulietta” del 26 agosto. La scelta di ospitare il ballerino ucraino Sergei Polunin nei giorni scorsi aveva sollevato molte perplessità da parte della comunità Lgbt a causa di alcune sue prese di posizione. I sindacati pongono l’accento soprattutto sulla produzione del balletto, «con organizzazione e compagine tutta esterna alla Fondazione Arena di Verona, voluto dalla SrL di Mazzi controllata dalla Fondazione, e viene rappresentato in Arena durante il periodo del festival lirico. Da Aprile a Ottobre infatti la Fondazione Arena ha il diritto esclusivo nell’Anfiteatro, che diventa il suo Teatro per legge assieme al Teatro Filarmonico, degli spettacoli lirici, sinfonici e di balletto».

«Questo spettacolo di balletto “Romeo+Giulietta” – spiegano i sindacati nel comunicato – è quindi in concorrenza interna con l’attività della Fondazione Arena, che non lo ha inserito nel suo borderò e che non riceve per questo neppure il punteggio per il contributo dello Stato del Fondo Unico per lo Spettacolo. Per questo spettacolo la società partecipata di Fondazione Arena, la Arena di Verona Srl, affitta il palcoscenico areniano per soli 40.000 euro tutto compreso, detto affitto inoltre non resta alla Fondazione ma le ritorna sotto forma di contributo comunale, per un oscuro meccanismo mai chiarito fino in fondo».

«A conti fatti, quindi, – aggiungono i sindacati – la Fondazione Arena perde con questo spettacolo tra i 450 e 500 mila euro in una sola serata, giusto il costo dell’intero ex Corpo di Ballo licenziato dal Commissario Ministeriale ai tempi di Tosi per stare dentro il piano di risanamento lacrime e sangue. Non ci è mai stato chiaro l’utilizzo e l’utilità della società Arena di Verona Srl, partecipata al 100% da Fondazione Arena, società che aveva lo scopo di far incassare quattrini alla Fondazione e invece l’ha sommersa di debiti, portandola al baratro della liquidazione. Persino nel piano di risanamento approvato dal Mibact la Srl avrebbe dovuto essere trasferita a terzi dal 2018, ma non solo così non è stato, ora si propone, con i soldi della Fondazione Arena, come concorrente in casa dei suoi stessi ambiti e finalità».

«La Fondazione Arena – conclude la nota sindacale – ha il dovere istituzionale di produrre in proprio opera lirica, balletto e sinfonico e non può delegare a privati ciò per cui con soldi pubblici è nata e sostenuta. Mentre la ricostituzione del Corpo di Ballo stabile resta a Verona una promessa disattesa, le conseguenze di mancati ricavi, inopportune scelte e reiterate opacità economiche permangono». (t.d.b.)