L’indipendentista Morosin: «fuori l’Italia dal Veneto»

«Mandiamo fuori l’Italia dal Veneto». Non usa mezzi termini l’avvocato Alessio Morosin, indipendentista Veneto, che attacca il governo: «è fermo su tutto: autonomia, infrastrutture, Pedemontana Veneta, Tav fino a Padova, Torino-Lione, investimenti per il Brennero e per industria 4.0: di tutto questo c’è un vergognoso alone di incertezza, di inconcludenza».

«Il nostro Veneto è una regione laboriosa ma vive con gli investimenti privati. Conviene andar fuori dall’Italia o mandare fuori l’Italia dal Veneto – continua Morosin -. Il Pil veneto nel 2018 è cresciuto dell’1,1%, due decimali in più rispetto a quello nazionale; e in crescita sono stati anche i consumi delle famiglie: più 0,8% rispetto al 2018, a fronte di un più 0.7 nazionale. A crescere è stato anche e soprattutto l’export, nonostante il mondo vada in controtendenza. Nel 2018 il Veneto ha esportato per 63,3 miliardi di euro, il 2,8% in più rispetto all’anno precedente, toccando il massimo storico».

«Questa è la prova – incalza l’indipendentista – che il Veneto può stare in piedi da solo. Occorre porsi da attori protagonisti in Europa, altrimenti continueremo ad affossarci e a rimanere immobili. Già Assindustria Venetocentro ha “accusato” l’esecutivo dicendo che il nostro Paese è immobile. Ed è vero. La giustizia è lenta, la burocrazia si contraddistingue per la sua inutilità e inconcludenza. Le tasse sono giugulatorie. Solo per aprire un’attività servono un sacco di soldi e documenti su documenti. Occorre staccarci dal tacco e dal resto d’Italia e andare avanti con le nostre gambe. Noi possiamo».

(ph: Facebook Alessio Morosin)