Treviso, Calesso (Coalizione Civica): «anno improduttivo di Conte»

Luigi Calesso (Coalizione Civica), attacca il sindaco di Treviso Mario Conte in merito ai risultati del suo primo anno di mandato accusandolo di aver comunicato, durante un suo videomessaggio, «alcuni numeri sbagliati mentre altri «mancano. E sono proprio quelli che sarebbe interessante conoscere ma che non vengono resi noti o vengono… dimenticati».

Secondo Calesso, Conte «si diffonde in numerosissimi annunci (grandi mostre, lavori nei quartieri, “grandi opere”…) che prevalgono largamente sulla sostanza di questo anno di amministrazione. I numeri inesatti e quelli mancanti – continua l’esponente della sinistra trevigiana – rendono plasticamente il quadro di un’amministrazione che nel suo complesso ha “annunciato” moltissimo e concluso molto di meno, ha sviluppato interventi affrettati e non dimostra minimamente di avere un quadro complessivo del futuro della città a cui vuole tendere, ingabbiata com’è tra promesse elettorali, problemi reali da risolvere e l’incubo incessante di trasformare tutto in propaganda».

Calesso conclude facendo alcuni esempi:

1) * Non pervenuto il numero dei visitatori della mostra “Da Vinci experience”. Aperta ormai da quasi due mesi alla Camera di Commercio la prima “grande operazione culturale” dell’amministrazione Conte non sembra ottenere un grande successo: a conferma (o a smentita) di questa impressione sarebbe interessante sapere quanti sono stati finora i biglietti staccati: non lo ha mai detto l’assessore alla Cultura, non lo dice neppure il Sindaco a favore di telecamera.

2) * Non pervenuto il numero degli alberi tagliati in città durante questi dodici mesi. Il Sindaco ricorda le 300 piantumazioni già avvenute ma non fa parola degli alberi abbattuti o drasticamente capitozzati (in viale Europa, lungo il cavalcavia di San Giuseppe, al parco Ali Dorate…). Va ricordato, infatti, che è vigente un regolamento per la tutela del patrimonio arboreo a cui dovrebbe conformarsi chi interviene sulle alberature cittadine e che il Comune dovrebbe far rispettare.

3) * ZERO Le percentuali delle riduzioni per le famiglie di tasse locali e tariffe dei servizi pubblici, riduzione assicurata dal Sindaco nel suo programma “perché la famiglia non è un bancomat”, “perché le famiglie vanno favorite”, “perché sono già state colpite dalla crisi”. Ma poi, al momento di approvare il bilancio di previsione 2019, momento deputato proprio a intervenire su tasse locali e tariffe, l’amministrazione non ha deliberato nessuna riduzione.

4) * 1 è l’operatore di strada del Comune di cui non è stata rifinanziata l’attività. Nel gran parlare senza particolari effetti concreti di “sociale”, di interventi a favore dei più deboli, di contrasto al disagio… l’amministrazione una scelta chiara l’ha fatta: ha deciso di non rifinanziare l’attività dell’unico operatore di strada finora garantito dal Comune (gli altri tre sono pagati dalle parrocchie).

5) * 10 i posti all'”ospedale di comunità previsto in passato all’ISRAA ma che non è più nei progetti dell’ULSS. Nel suo programma elettorale Conte ha insistito molto sull’importanza di trasformare in realtà questa prospettiva, ma negli ultimi mesi, nell’ambito del programma dell’ULSS sugli ospedali di comunità non c’è più traccia dei posti letto all’ISRAA Menegazzi.

6) * 27 le domande per l’accesso agli incentivi 2018 del Comune per la sostituzione delle caldaie e l’acquisto di bici elettriche, per un totale di contributi richiesti di 22.841 € rispetto a uno stanziamento di 180.000 €, non esattamente un grande successo “di pubblico”, insomma.

7) * 322 i giorni passati da quando è scomparso da Palazzo dei Trecento lo striscione che chiede verità per Giulio Regeni. Sembrava che fosse stato tolto “per manutenzioni”, poi dall’amministrazione è filtrata la voce che “è stato lì abbastanza”. In ogni caso dalla fine di luglio del 2018 lo striscione non è più riapparso, quasi che chiedere verità per il giovane ricercatore assassinato in Egitto non fosse questione di cui tutte le istituzioni devono farsi carico.

8) * 626 le osservazioni al Piano degli Interventi? In realtà sono 398. Hanno richiesto 10 mesi di lavoro ad assessorato e uffici per poi arrivare alla sbrigativa approvazione delle controdeduzioni da parte del Consiglio Comunale ma non sono 626 bensì 399 le osservazioni al Piano degli Interventi, al netto di 228 richieste identiche (quelle relative alla modifica della previsioni della circonvallazione di San Pelaio) su cui si è lavorato, ben poca cosa rispetto alle migliaia di osservazioni alla Variante Generale al PRG di inizio anni 2000.

9) * 2.000 metri quadrati di parcheggi al Prato della Fiera approvati in sede di controdeduzioni alle osservazioni al Piano degli Interventi, dopo che il Sindaco aveva assicurato che il Prato sarebbe stato valorizzato e “restituito ai cittadini” (e qualche associazione ci aveva anche creduto e rivendicato il proprio ruolo in questa scelta, clamorosamente smentita in Consiglio Comunale.

10) * 17.000 € il taglio del contributo al Sole Luna Doc Film Festival, passato con questa amministrazione, appunto, da 20.000 € a 3.000 €. Alla faccia della valorizzazione dei festival culturali garantita nel programma elettorale di Conte!

11) * 22.500 il nuovo numero massimo di voli ammesso dal ministero per l’aeroporto Canova (insieme ai decolli sulla città). Con buona pace degli “ottimi rapporti” della nuova amministrazione con Save queste erano le richieste presentate dalla società di gestione aeroportuale e non sembrano esattamente richieste “benevole” nei confronti della città di Treviso.

12) * 650.000 € il debito verso Contarina che l’amministrazione Conte ha deciso di saldare dopo che, dai banchi dell’opposizione per anni gli stessi leghisti hanno tuonato, proprio su quel debito, contro l’amministrazione Manildo a suon di “Se Ca’ Sugana pagherà i 658 mila euro a Contarina, sono pronto a denunciare la giunta alla Corte dei Conti”.

13) * 1.500.000 almeno i passeggeri che atterrano ogni anno al Canova, cioè 250.000 ogni due mesi, forse anche 300.000, al cui confronto sono ben poca cosa i 20.000 che hanno utilizzato nei primi 60 giorni il nuovo servizio di collegamento diretto con il centro. Non è certo con questi numeri che si trasforma radicalmente il rapporto tra città e aeroporto, anche perché già un terzo delle persone che sbarcano al Canova raggiungevano Treviso e i 20.000 in questione, con ogni probabilità, sono una parte di questi e sarebbero arrivati in centro in ogni caso.

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