Processo BpVi, Loison: «Zonin sapeva tutto»

Si è svolta questa mattina in aula bunker a Mestre, l’udienza del maxi processo alla Banca Popolare di Vicenza dove ha parlato Dario Loison, titolare dell’omonima impresa dolciaria vicentina. L’imprenditore ha usato parole pesanti sia nella deposizione che ai microfoni di Tgr Veneto dichiarando più volte che Gianni Zonin sapeva tutto. «E’ possibile che uno menta sapendo di mentire e gli venga anche permesso? Il presidente Zonin sapeva tutto, è fuori discussione. Stiamo parlando di un piano diabolico e strategico finalizzato agli affari suoi. Stiamo parlando di un delirio di onnipotenza che ha distrutto la banca».

E’ un elenco amaro di patimenti e fregature, quello che Loison fa in aula. Con i favori fatti alla Popolare perchè considerato amico della banca, l’imprenditore ammette di averci rimesso soldi, affari, la casa, la moglie e i rapporti in famiglia. «Quando Zonin diceva “io aiuto il sistema”, era vero. In realtà la banca ha aiutato il sistema delle imprese, forse anche un po’ di più delle altre banche. Ma allo stesso tempo le ricattava: “dovete comprarmi le azioni”. Erano operazioni sporche. Hanno fatto firmare ai miei genitori una fideiussione di 10 milioni di euro per mio fratello. Ma noi abbiamo un’azienda da 1 milione».

«Con il senno del poi – conclude Loison – hanno ragione quelli che dicono “non era un sospetto che la banca chiedesse favori?” Ho sbagliato, noi imprenditori vicentini siamo stati stupidi e veniamo giustamente canzonati. Fuori Vicenza ci prendono in giro ed hanno ragione a prenderci in giro». (a.mat.)

(ph: Eleonoraelisa/Wikipedia)