Veneto, Confartigianato: «export, subiamo la Cina»

Cresce ancora l’export in Veneto. Oltre i 15 miliardi di euro di valore nei primi 3 mesi dell’anno, con una coincidenza tra la crescita delle vendite del manifatturiero oltre confine con quella della produzione industriale stimata da Venetocongiuntura: entrambe a +1,5 per cento. «In calo invece le nostre esportazioni verso l’extra Ue. Imparando, ad esempio, dalla Emilia Romagna che ci ha oramai sostituito al secondo posto della classifica delle regioni con il maggiore peso di export manifatturiero in Italia e puntando sulla media e piccola impresa che sembra dare una spinta importante nei settori in cui è maggiormente presente». Lo afferma Agostino Bonomo, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto, nel commentare i risultati dell’elaborazione dell’Ufficio Studi della Federazione sui dati Istat.

I dati Istat hanno registrato, per il Veneto, una variazione positiva del 1,5% rispetto allo stesso periodo del 2018, meno consistente della media nazionale (+1,9%), superiore alle performances delle regioni limitrofe come Friuli (-3,7%) e Lombardia (-2,1%), ma molto inferiore alla media delle regioni centrali (+15,1%) trainata dai brillanti
risultati di Toscana, Lazio ed Emilia Romagna. Il peso dell’export regionale sul totale nazionale, anche se di pochissimo, è calato (dal 13,9% al 13,8%) rispetto al primo trimestre 2018.

«Turchia (-22,6%), Messico (-13%), Cina (-12,4%) e Russia (-8,7%). Sono invece i Paese extra Ue, tra le destinazioni top ten, a cui va principalmente imputato il calo delle nostre vendite nel mondo – spiega Bonomo -. Contrazioni legate quindi a tensioni internazionali già in atto da tempo che continuano a ridurre le nostre vendite fuori dall’Europa scese al 37,1% del totale (erano il 38,4 nello stesso periodo del 2018). Solo tre anni fa si sognava il superamento del 50%! In termini assoluti si tratta di oltre 150 milioni che mancano ai settori del made in Italy: abbigliamento, calzature e articoli in pelle, macchinari e mobili. In particolare subiamo ”pesantemente” la Cina: il valore dell’export è del tutto marginale mentre le importazioni valgono oltre 1 miliardo e la bilancia commerciale sconta un deficit di ben 733 milioni di euro (in crescita +15,8% rispetto 1° trim. 2018). Abbiamo quindi necessità di trovare un nuovo equilibrio e sfruttare nuove opportunità. C’è troppo Made in Cina in Veneto – conclude Bonomo – e poco Made in Veneto in Cina». (t.d.b.)

(ph. Vvox)