«Decreto crescita: M5S e Lega dimenticano il Veneto»

L’emendamento al decreto crescita presentato dal deputato bellunese Roger De Menech (in foto) per l’istituzione in Veneto di una zona franca a ristoro dei danni per l’alluvione di ottobre non è stato votato. «L’emendamento – De Menech accusando il governo gialloverde -riprendeva la sollecitazione delle associazioni di categoria. Il governo metterà la fiducia sul decreto crescita che arriverà in aula la settimana prossima, e quindi ha fatto decadere decine di emendamenti e, di conseguenza, la possibilità di adattare almeno in parte la legge alle esigenze dei territori. Ormai ci hanno abituato che le decisioni vengono prese a Roma da un gruppo ristrettissimo di persone e poi applicate indifferentemente in tutto il Paese. È il contrario del federalismo, ma questa è la Lega».

«Le zone franche sono ambiti territoriali, di dimensione prestabilita, dove si concentrano programmi di defiscalizzazione e decontribuzione rivolti alle imprese. Visti i danni subiti a fine ottobre per la tempesta Vaia, in molti hanno chiesto l’istituzione in Veneto di alcune zone franche, almeno nelle aree più colpite. In Italia del resto ce ne sono diverse – spiega ancora De Menech – quasi tutte istituite dopo calamità naturali o disastri di particolare rilevanza, come il terremoto in Abruzzo del 2009, quello in Emilia e Lombardia del 2012, l’alluvione in Sardegna del 2013, il crollo del ponte Morandi a Genova. Il governo e soprattutto i partiti di maggioranza, Lega e Movimento 5 Stelle, sottolinea De Menech, fanno finta di niente invece nel caso del Veneto e del Bellunese. Spero che i cittadini e le imprese – conclude il deputato – chiedano loro conto di questo comportamento». Non sarà discusso neppure l’emendamento, sempre a firma De Menech, con cui si attenuavano le sanzioni al decreto sicurezza per la guida di autoveicoli immatricolati all’estero.

(ph. Facebook – Roger De Menech)